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Paradiso + Inferno - L’ansia è un’attività a tempo pieno


31.10.2009 - Andrea Barboni

Amore e droga, isolamento e disperazione.
Sono questi gli ingredienti che si alternano in Paradiso + Inferno, un dramma moderno visto attraverso gli occhi di una giovane coppia di eroinomani. Danny, interpretato da un maestoso Heath Ledger, è un poeta incompreso (o forse incapace) che non riesce (o non vuole) a trovare lavoro; Candy, Abbie Cornish, è una testarda pittrice di buona famiglia. Già dalle prime battute i due giovani si trovano a percorrere una discesa verso gli inferi, che li porterà ad affrontare una vita, troppo complicata. Il continuo malessere di Danny, distrutto dalla consapevolezza di aver, in qualche modo, avvicinato Candy al mondo della droga, e la continua ricerca di certezze da parte della ragazza, contribuiscono ad alimentare un intreccio che tocca la soglia della disperazione, interrotta da pochi momenti di tranquillità apparente. L’inaspettata gravidanza e tutto ciò che ne deriverà, portano Candy sempre più verso un labirinto di decisioni imminenti, ma il vero protagonista della storia rimane Danny: il suo tormentarsi è ben mascherato dietro la faccia da bravo ragazzo di Ledger, ma sicuramente è l’ingrediente principale dell’intera pellicola.

Originale la divisione in capitoli, “Paradiso”, “Terra” e “Inferno”, quasi un conto alla rovescia che alimenta nello spettatore il continuo senso di agitazione. Le situazioni narrate, purtroppo prevedibili, ricalcano i luoghi comuni legati al mondo della droga (piccoli furti, prostituzione, truffe), ma la realtà che ci presenta il regista, rimane saldamente ancorata all’esperienza dei due protagonisti, continuamente osservati dalla macchina da presa, che li segue nella loro continua corsa contro il tempo fino a fare dello spettatore un ospite sempre ben accetto.

L’unico neo della pellicola è la colonna sonora, troppo silenziosa e poco incisiva nei momenti più vivaci del racconto. Sicuramente questo è stato un buon ritorno di Neil Armfield, che, dopo 15 anni di inattività, ha partorito un film dai tratti interessanti, ma forse dalla trama troppo intuibile.

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