Un film di Heath Ledger e amici. Così Gilliam termina la sua ultima, magniloquente, opera, dedicandola all’amico che aveva voluto tanto quel ruolo in Parnassus.
Amato dai colleghi, dal pubblico, spesso dalla critica, ha anche ottenuto un premio Oscar postumo (Il cavaliere oscuro). La sua prematura scomparsa è stata recentemente celebrata con un tributo in occasione della quarta edizione del Festival del film di Roma. L'omaggio ci ha fatto scoprire un lato nuovo della carriera dell’artista: il Ledger regista.
Nasceva a Perth in Australia il 4 aprile del 1979. A 16 anni abbandona la scuola per trasferirsi a Sidney e tentare la strada del cinema. Dopo alcune parti in serie televisive australiane, ottienne un ruolo nel telefilm Roar, di produzione statunitense. Grazie a questa partecipazione a vent’anni veste i primi ruoli in commedie romantiche come 10 cose che odio di te, liberamente tratto dalla Bisbetica Domata, e Two Hands. I due ruoli, ottenuti nello stesso anno, portano all’attore una notevole fama tra i teenagers, ma Ledgers aspetterà più di un anno prima di accettare un nuovo ingaggio. Non vuole che la sua carriera si fossilizzi su parti da belloccio in commedie adolescenziali. La svolta arriva nel 2000 con Il Patriota, al fianco di Mel Gibson, pessimo film ma che mette in luce le doti di attore di Ledger e lo fa conoscere a un pubblico più vasto. L’anno seguente è la volta di un ruolo da protagonista nella commedia Il destino di un cavaliere, ambientato in un Medioevo Postmoderno. Nel 2002 ottiene un piccolo ruolo in Moster’s Ball di Marc Forster, e si dimostra all’altezza del film e degli altri interpreti, Billy Bob Thornton, e Peter Boyle. Manca però diverse occasioni che gli si presentano successivamente e che avranno, per gli attori che prenderanno il suo posto, un grande favore di pubblico. Si accaparra solo ruoli in film di scarso successo come Le quattro piume e Ned Kelly.
Nel 2003 La setta dei dannati di Brian Helgeland, interamente girato a Roma, rilancia la carriera e l’immagine di Ledger che ritorna a lavorare con l'intero cast di Il destino di un cavaliere. Nel 2005, la vera svolta: lo ritroviamo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con ben tre film: Casanova, I fratelli Grimm e l’incantevole strega, e I segreti di Brokeback Mountain.
Quest’ultimo porterà molta fortuna all’attore, sia professionalmente, per la bravura riconosciuta universalmente all'interprete, sia alla sfera privata, perché durante la lavorazione del film conosce Michelle Williams, che gli darà una bambina l’anno dopo.
La fama cresce, ciò nonostante vediamo Ledger accettare ruoli particolari e difficili in film ai margini della grossa industria cinematografica, come Lords of Dogtown e l’australiano Paradiso + Inferno.
Nel 2007 ritorna al Lido per presentare Io non sono qui, film che ottiene il premio speciale della giuria e la Coppa Volpi per l'interpretazione di Cate Blanchett. Sempre nel 2007 un'altra grande occasione, un altro importante ruolo: Joker ne Il cavaliere oscuro. Personaggio rivisitato, reso da Nolan più complesso rispetto ai precedenti della saga.
Ledger lo incarna fino in fondo, dandogli uno spessore notevole. È evidente il suo impegno come attore.
Già da I segreti di Brokeback Mountain, con la sua maniera di interpretare i ruoli ottenuti, aveva dimostrato, pellicola dopo pellicola, di essere un vero attore, e di poter incarnare qualunque personaggio.
Nello stesso periodo in cui stava girando il film di Nolan, trovandosi a Londra, andò a trovare l’amico Gilliam nei sui studi, proprio mentre si teneva una riunione preliminare sul progetto The immaginariun of dottor Parnassus. Il regista racconta che fu lui a proporsi per il ruolo di Tony, passandogli un pezzettino di carta durante la riunione su cui aveva scritto “Mi piacerebbe fare Tony”. E così Gilliam, inizialmente orientato su Jude Law, con il casting ancora aperto, decise di dare il ruolo all’amico Ledger.
Ma l’attore non finì le riprese. Il suo corpo fu trovato il 22 gennaio del 2008 nel suo appartamento di SoHo, New York. La sua prematura scomparsa ci priva di un talento, ma anche di numerosissimi personaggi che avrebbe potuto regalare al cinema e al suo pubblico.
Questo è l’interrogativo: Ledger come Dean, Belushi, Foenix e Cazale?
Talenti scomparsi prematuramente per ragioni differenti. Attori all’apice della loro carriera, o forse non ancora sulla vetta. Non potremmo mai saperlo. Carriere espresse a metà.
In Ledger da qualche anno cominciava e vedersi il vero potenziale dell’artista, cominciava anche a interessarsi al lavoro dietro la macchina da presa. Un cinema che non verrà mai girato.