04.11.2009 - Giulia Dalla Negra
È con le parole di Michael Cunningham, (celebre autore del romanzo The Hours - Bompiani 1999), che vorrei ricordare Alda Merini, poetessa nostrana che ci ha lasciati pochi giorni fa. Alda, con i suoi settantotto anni densi di ore, se n’è andata domenica pomeriggio tra le mura dell’ospedale milanese che l’ha avuta in cura per anni, e a cui ha dedicato pensieri, moti d’animo e profonde riflessioni poetiche. Donna coraggiosa e irriverente, in costante disequilibrio tra ordinarietà e follia (con una lucida e consapevole propensione per la seconda), non si è accontentata di vivere il proprio tempo, ha scelto invece di riempirlo di parole e di piegarlo all’osservazione degli istinti che muovono i sentimenti umani. Alda ha saltato dalla finestra dell’immaginazione senza alcuna certezza di attutire la caduta con la ragione, è annegata nel vortice dei pensieri; cercando di salvarsi dando loro una forma, ha preso pillole per ritrovare il buon umore, per arrivare a capire di non averne affatto bisogno. Ed è morta logorata da una dolorosa malattia. |

Alda Merini
Poetessa italiana
Milano 21 marzo 1931 - 1 novembre 2009

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