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L’ultimo Melò


05.11.2009 - Andrea Pirrello

Con Gli abbracci spezzati, Almodòvar aggiunge un altro melodramma alla sua cinematografia senza dire niente di nuovo purtroppo. Con alcune delle ultime pellicole (Tutto su mia madre, Parla con lei, Volvèr) ci aveva abituato a una compiutezza di forma e contenuto che dava al genere nuova vita e originalità. Questa volta si ritraccia a stento anche la freschezza e la vivacità delle prime commedie.

Non mancano in realtà momenti di puro cinema , in cui il regista dimostra il suo originale modo di omaggiare l’universo cinematografico che ama, ma non bastano a dare spessore al film.
Un soggetto poco originale, un triller incompiuto che regala soltanto qualche attimo di concretezza.
Il regista sembra riuscire soltanto nel citare il suo cinema e quello della sua formazione, ma non va più in là di un dramma abbozzato.
I riferimenti al cinema di Wiler e di Minnelli e le buone interpretazioni degli attori, sono elementi che nella prima mezz'ora creano grosse aspettative, ma che si diluiscono man mano che si procede verso il finale.
Incidente di percorso  o la stanchezza dell'autore?

 

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