articolo

Lo zio Sam, un cavaliere Jedi


05.11.2009 - Andrea Pirrello

1983: l’esercito statunitense decide di "espandere la propria percezione", di aprirsi agli studi sui poteri psichici, tipici della cultura hippie degli anni '60. Si costituisce così un manipolo di “marines jedi” capaci di manipolare la mente.
È la nuova arma. Storia verosimile tanto da passare per legenda metropolitana, o talmente incredibile da poter essere vera?
Comunque sia, chi si aspetterebbe mai di trovarsi davanti a qualcuno che ti dice «io sono uno Jedi»?
Se poi a dichiararsi è George Clooney, e il suo interlocutore è Oby Wan-Ewan McGregor-Kenobi, significa che siamo di fronte a una commedia riuscita.
Una sceneggiatura imprevedibile per un film che si prende gioco con intelligenza della cultura militare americana, e allo stesso tempo della controcultura degli anni '60.
Mai scelta del cast fu più indovinata: oltre ai già citati Clooney e McGregor, il pubblico troverà irresistibili Kevin Spacey nei panni di un improbabile cattivo, e Jeff Bridges, il guru addestratore delle nuove macchine da guerra. Sorprende e diverte questo gruppo di attori per metà in prestito dalla cinematografia dei Coen.
Novanta minuti spensierati che non hanno bisogno di un commento, ma soltanto di una visione.

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo

 

   

VIDEO CORRELATI- Intervista a Stefano Sarcinelli


Parte prima per Il Machete di Francesca Fiorini Lara