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La Cuccagna


29.08.2008 - Davide Ferrara

Miracolo economico? Ma quale miracolo economico… per i ricchi lo è…, ma quelli sono già miracolati!

Questa frase, pronunciata da uno dei due protagonisti de La cuccagna, Giuliano, sintetizza in maniera perfetta l’essenza del film di Luciano Salce. Attraverso l’utilizzo di primi piani molto stretti e dialoghi spesso surreali, il regista riesce a mostrarci i continui soprusi sociali e sessuali, i conformismi e le ipocrisie della società italiana degli anni ’60. Verrebbe da dire: Il Re è nudo!
E Salce ci mostra come quanto sia anche debole e sull’orlo del baratro. Siamo nell’Italia del Boom economico, dove i nuovi arricchiti vanno in giro su lussuose auto, anche se in realtà sono indebitati fino al collo. A farne le spese sono, soprattutto, le nuove generazioni rappresentate da Rossella (una magistrale Donatella Turri) e Giuliano (interpretato da un irriverente Luigi Tenco). Due figure alla deriva, ma pronte a lottare con una grande forza d’animo (la ragazza) e i propri ideali (il giovane). I veloci movimenti di macchina, durante tutto l’arco della pellicola, ci restituiscono sullo schermo l’insofferenza dei due protagonisti nei confronti di una società gretta e chiusa, che impone la leva obbligatoria ai propri giovani, ma incapace di dar loro un briciolo di speranza e aiuto per il futuro. Tenco, in una delle sue prime prove da attore, con il suo carattere insofferente e le sue idee rivoluzionarie, incarna la doppia veste di “diavolo tentatore-voce della coscienza” della determinata, ma spesso ingenua Rossella. Salce realizza un piccolo capolavoro nel suo genere proprio perché, grazie a una solida sceneggiatura e alla naturale grazia attoriale dei due giovani protagonisti, riesce a dipingere un’Italia sì datata, ma quanto mai attuale nella sua visione a “compartimenti stagni” dei sentimenti e delle aspirazioni umane.
E, a tal proposito, si rivela estremamente poetica e significativa la frase di Giuliano con cui si conclude il film :

 Non contentarti mai della vita. Chiedi sempre di più, sennò ti fregano!

 

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