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L'ultima partita col diavolo


13.11.2009 - Andrea Pirrello

L’ombra di Heath Ledger si è proiettata oltre la sua scomparsa.
Magia del cinema che si reifica in un'opera uscita postuma, non nel recupero dei film del passato.
Così Parnassus viene presentato a Cannes senza il suo protagonista, ma con la passerella di coloro, i suoi amici, che hanno prestato Tony, il suo personaggio, le sembianze.
Un ruolo particolare, voluto fortemente da Ledger, un giocatore impenitente, un truffatore, che sfida la vita fino all’ultimo. Si troverà suo malgrado a dover accettare un gioco non suo col diavolo, per salvare se stesso ingannando il mondo.
Nel film sono due gli ambienti in cui Tony agisce: il mondo reale, e l’immaginario del dottor Parnassus. Ledger riuscì soltanto a girare la parte ambientata nel mondo reale, così rimane aperta la domanda: come avrebbe interpretato l’altra?
Come avrebbe distinto, caratterizzato il personaggio una volta nell’immaginario?
Varcando lo specchio scompare Ledger, e appare Depp, Law, e Farrell, ma l’uscita di scena questa volta è definitiva.
Un'ultima interpretazione vissuta con forza, ricca di sfumature sebbene per un personaggio leggermente caricaturale, forzato come Gilliam ci ha abituati.
Un addio incompiuto, un finale a metà in un film strabiliante. 

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