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La redenzione di Casanova


13.11.2009 - Chiara Iuffrida

Casanova è il seduttore per antonomasia, divenuto celebre grazie alla sua opera più famosa Histoire de ma vie in cui racconta le avventure da lui vissute. Ed è proprio un Casanova ormai anziano la voce narrante della nostra storia, che si appresta a raccontare ai lettori del suo libro, l'episodio più importante della sua vita: l'incontro con Francesca Bruni (Sienna Miller). 

La pellicola diretta da Lasse Haliström (già regista di Chocolat nel 2000) esce nel 2005 e viene presentata al Festival del Cinema di Venezia. Il film ci mostra un Heath Ledger, nei panni del protagonista, in una storia  a cavallo tra il genere comico e quello romantico. 
Un lavoro importante quindi, Casanova, che costituisce per Ledger un saluto al genere che lo ha visto attore alle prime armi. D'ora in poi l'attore cercherà ruoli più impegnativi, che possano mettere in risalto le sue vere potenzialità, per non restare ancorato alla fama di "bel principe azzurro".
Si congeda con uno stile impeccabile, si distingue per la sua bravura, per il modo disinvolto in cui interpreta Giacomo Casanova: non è attore che recita, ma uomo che vive attraverso la pellicola. Riesce a caratterizzare il suo personaggio, a non farlo diventare una macchietta come gli altri, trasmette al pubblico la sua reale ironia, conscio di non poter prendere troppo sul serio il suo ruolo.

Un genere di bravura che stride con il film, a volte troppo impegnato a sottolineare le scene ridicole che portano al riso sciocco, o a dare troppo spazio a personaggi attraverso i quali crede di poter fare della satira. Nel rappresentare l'inquisizione e la chiesa cattolica c'è una tendenza a ridicolizzare eccessivamente fatti realmente accaduti che cadono nel profondo abisso della stupidità. La storia di Casanova viene arricchita da troppi elementi di fantasia (tanto che le uniche vere informazioni relative al personaggio sono Venezia e suo il nome), quasi a voler redimere questa figura la cui ragione di vita era la ricerca del piacere. Si mette così in atto l'ultimo scambio di persona, che porterà il vero Casanova a condurre una vita di stenti, a fare il mestiere di attore e a vivere con l'amore della sua vita, mentre in realtà il vero Casanova visse con il costante desiderio di appartenere all'aristocrazia veneziana e morì solo in un vecchio castello della Boemia, fiero della sua vita tanto da scriverne un libro.

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