27.11.2009 - Marco Boccia In tempi in cui la libertà d'opinione non è propriamente una virtù, ma piuttosto un peccato di superbia (se non un vero e proprio vilipendio nei confronti del potere di ognuno di fare ciò che vuole senza alcun controllo da parte dell’opinione pubblica), resta, forse, solo il cinema a ricordarci che esiste un luogo in cui è possibile dire ciò che va detto senza reticenze, senza titubanze, anche se ciò potrebbe attirare l’ira funesta dei cagnetti a cui viene sottratto l’osso. Probabilmente in Italia non abbiamo fulgidissimi esempi di giornalisti e giornali liberi dai legacci del potere, sia esso politico o delle grandi industrie. Per fortuna, però, non sono tutti Bruno Vespa, anche se forse tutti dovremmo essere come Lowell Bergman, il giornalista interpretato da Al Pacino in The Insider. Bergman lotta duramente contro il potere delle multinazionali del tabacco e contro il veto della propria testata che ha paura, e lo fa con la sola arma a sua disposizione: la verità, incontrovertibile e incorruttibile. Michael Mann grazie all’intensità di Pacino riesce a delineare magnificamente i contorni di una professione complicata e spesso avida di riconoscimenti, dove l’amore per la verità può e deve essere l’unico punto inamovibile e da non tradire a meno che, non si sia disposti a scendere a patti con la propria coscienza. The Insider è un affresco solido e lineare del mondo del giornalismo e dei mondi contro cui questo può scontrarsi; è la ricostruzione, non sempre fedele, di un avvenimento che mise spalle al muro le multinazionali del tabacco che in America hanno un potere impensabile; è un film che riesce a ridare il giusto peso a una professione sempre nell’occhio del ciclone, sempre esposta ai venti della denigrazione. L’ultimo pezzo di grande rilievo è l’interpretazione di un Russell Crowe ispirato e coinvolgente, nei panni del dottor. Jeffrey Wigand che, licenziato dall’industria di tabacco per la quale lavora, è la miccia che mette in moto tutta la vicenda.
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The Insider - Dietro la verità
Regia: Michael Mann
Sceneggiatura: Michael Mann e Eric Roth
Fotografia: Dante Spinotti
Interpreti: Al Pacino, Russell Crowe, Christopher Plummer, Diane Venora, Philip Baker Hall, Lindsay Crouse, Debie Mazar, Stephen Tobolowsky, Colm Feore, Bruce McGill, Gina Gershon, Michael Gambon
157 min
USA ,1999
Jeffrey Wigand lavora come capo ricercatore e dirigente alla Brown & Williamson, azienda produttrice di tabacco. Quando decide di non poter più rimanere in silenzio di fronte alle manipolazioni cui assiste, viene messo di fronte ad una situazione irreversibile: o si adegua e resta o perde il posto.
Licenziato, Jeffrey diventa il testimone chiave nella causa che lo Stato del Mississippi ed altri 49 Stati intentano contro l'industria del tabacco. Tutto questo viene pagato a caro prezzo. Jeffrey prende contatti con Lowell Bergman, un giornalista della CBS sempre in cerca di esclusive. Lowell decide di combattere questa battaglia a fianco di Jeffrey e lo convince a registrare una intervista-verità all'interno della trasmissione di grande ascolto '60 minuti'. Qui Jeffrey fa dichiarazioni piuttosto compromettenti e il giorno della messa in onda arriva dai vertici della CBS l'ordine di toccare il programma. Jeffrey viene lasciato dalla moglie; Lowell rimane isolato all'interno della redazione. Quando le cause legali vanno avanti e si arriva ad una prima sentenza che condanna i produttori di tabacco, la CBS fa marcia indietro. Ma a quel punto Lowell si licenzia. Ormai il caso è all'attenzione di tutti. E questo rappresenta già un successo.
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