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Lo Statista e L'Entertainer


27.11.2009 - Valentina Iuffrida

In Frost/Nixon, Ron Howard racconta la storia di un’impresa giornalistica. L’impresa di un entertainer inglese come David Frost che, aiutato da John Birt (influente figura della televisione britannica), James Reston Jr. (giornalista) e Bob Zelnick (giornalista), mette insieme l’intervista del secolo: cinque anni di attesa per corteggiare Richard Nixon, 200 mila dollari, un meticoloso lavoro  di ricerca e studio delle fonti, per 28 ore di intervista girate in tre giorni differenti, in cui l’ex presidente avrà finalmente il processo che non aveva voluto affrontare dimettendosi, in seguito allo scandalo Watergate.

Nata come una grande idea per ritrovare un pubblico negli Stati Uniti, l’impresa di Sir Frost diventa un pezzo di storia del giornalismo e di storia politica. L’America nel ’77 è un paese che ha visto il tramonto di un’epoca, la fine dei propri valori e del sistema in cui credeva, senza scorgere ancora l’inizio di una nuova era: dalla morte a Dallas del presidente Kennedy nel ‘63, agli omicidi di Bob Kennedy, candidato democratico alla presidenza, e del Reverendo Martin Luther King nel 1968, (i due uomini che avevano rappresentato la speranza di un nuovo corso per il paese), fino al disastro del Vietnam sotto la presidenza di Lyndon Johnson e alle dimissioni del suo successore, Nixon appunto, nel 1974 per uno scandalo politico. Una vicenda che non aveva avuto una conclusione, e lasciava al popolo americano un altro fallimento da far giudicare alla storia.

Ron Howard scelse gli stessi attori che interpretarono Frost e Nixon in teatro per l’omonimo spettacolo di Peter Morgan da cui è tratto il film (Michael Sheen e Frank Langella), ponendo l’accento sul dietro le quinte di questo colpo giornalistico, sul come è stato costruito, vissuto e realizzato, e naturalmente sul “duello” tra i due uomini. David Frost è uno sprovveduto rispetto a Nixon abituato ad affrontare dibattiti ben più complessi di questa chiacchierata con il simpatico conduttore di talk show, ma la sua incoscienza, la caparbietà e soprattutto la preparazione fatta con il resto della squadra, lo portano a giocarsi il tutto per tutto, a non avere paura di porre domande scomode, di incalzare Nixon sull’argomento più pericoloso: il Watergate.

Ho deluso il popolo americano”: primo piano di Nixon (nella finzione come nella realtà) che per la prima volta vacilla e fa le prime, quasi involontarie, ammissioni.
Nel maggio del 1977 l’entertainer David Frost  fece il Giornalista, e sconfisse lo statista Richard Nixon. 

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