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“Almost Famous – Quasi Famosi” tutti gli attori!


27.11.2009 - Michele Annese

Nell’anno del signore MM la radio trasmetteva “Sex Bomb” di Tom Jones. La hit Italiana (e scusate la cacofonia) del momento era “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica. Santana intanto col suo “Corazon Espinado” dimostrava al mondo che l’unico barlume di musica decente non poteva che arrivare dal passato. Un film sugli anni sessanta, e in particolare sulla musica degli anni in questione, non poteva essere girato senza un minimo di malinconia verso quei giorni, quando appunto la musica morì.
 
Cameron Crowe non era certo un regista avanti con l’età, ma evidentemente quell’eco così forte aveva scosso anche le sue orecchie. Così immedesimandosi nel quindicenne William Miller, giornalista della rivista Rolling Stone, decide di ripercorrere le gesta degli Stillwater e di raccontarne la storia. Una storia fatta di droghe di Groopies e di Stratocaster, in cui il film si cala e ci cala in modo impeccabile.
Il personaggio Miller, splendidamente interpretato da Patrick Fugit, è un punto di vista strategicamente perfetto per il pubblico che si immedesima nel giovane reporter alla sua prima vera esperienza giornalistica e umana.

Quello che fa Crowe è creare intorno a lui un corollario di macchiette interpretate da attori, che non diventeranno mai grandi, ma che sono, o sono già stati in passato, degli ottimi comprimari (vedi Noah Tyler in Tomb Ryder, Anna Paquin la Rogue degli X-men o Fairuza Balck di American History X) e di scoprire Kate Hudson.

Della colonna sonora evito di parlare. Era fin troppo facile andare a pescare in un bacino talmente tanto vasto pezzi e canzoni bellissime, quali sono quelle del periodo di riferimento.
Il risultato è un film molto apprezzato dalla critica, ma non dal pubblico che forse meriterebbe una “sonora” lezione di musica.
 


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