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I Favolosi "fifties": come Murrow sconfisse il Senatore


27.11.2009 - Valentina Iuffrida

Il The American Heritage Dictionary definisce il "McCarthyism" come “la pratica di pubblicizzare accuse di slealtà politica o sovversione con un'insufficiente riguardo per le prove” e “l'uso di metodi sleali di investigazione e di accusa per eliminare gli avversari politici”.

Il Maccartismo (nella traduzione italiana) prende il nome dal senatore repubblicano del Wisconsin Joseph McCarthy che, tra il 1950-1956 circa, diede vita ad una vera e propria operazione di epurazione politica nascosta dietro la cosiddetta “paura rossa”. Siamo in piena guerra fredda sotto la presidenza del repubblicano Eisenhower, e il timore di infiltrazioni di spie russe nel governo, nascoste a vari livelli, consente al senatore McCarthy (a capo di una commissione preposta per appurare eventuali connessioni con i comunisti) di mettere alla gogna cittadini, dipendenti del governo e molti esponenti di Hollywood come Elia Kazan, Charlie Chaplin, Gary Cooper o Arthur Miller, accusati da prove false o inesistenti, o da testimoni che restavano anonimi e non potevano essere confutati dagli stessi accusati. In seguito a una disastrosa campagna condotta contro alcuni membri dell’esercito, il Senato votò una mozione di censura contro McCarthy nel 1954, anno in cui comincia il suo declino politico.

Sempre nel 1954 la CBS manda in onda lo speciale A Report on Senator Joseph McCarthy all’interno della trasmissione See It Now condotta dal giornalista Edward R. Murrow che, utilizzando le stesse parole del senatore e i filmati degli interrogatori, solleva finalmente dubbi sulla legittimità di quel modo di agire, modificando l’opinione pubblica sull’operato della commissione.

Sul coraggio di Murrow e di Fred Friendly, allora presidente della CBS, George Clooney gira nel 2005 il film Good Night, and Good Luck. Clooney (che nel film interpreta Friendly) riporta, in una raffinatissima pellicola in bianco e nero, gli eventi di quegli anni esaltando il ruolo del gruppo di persone che lavorarono alla realizzazione delle trasmissioni, che con Murrow (interpretato da David Strathairn, Coppa Volpi a Venezia nel 2005) rischiarono la loro carriera per difendere i diritti dei cittadini americani, per raccontare la verità e per onorare un mestiere che dovrebbe fare dell’integrità e dell’etica i suoi fondamenti, il giornalista appunto.

Murrow rappresenta un pilastro nella storia del giornalismo perché con lucidità e senza fronzoli usò la televisione, neonato mezzo di comunicazione, per continuare a raccontare i fatti e per difendere la libertà anche in un clima politico in cui sono poche le voci che si alzano per parlare di diritti: il diritto di essere giudicato da un tribunale imparziale, il diritto di essere accusato in base a prove concrete, il diritto a potersi confrontare con il proprio accusatore. Il diritto di pensare con la propria testa, anche in opposizione al governo, senza per questo essere tacciati di spionaggio, sovversione o infedeltà al proprio paese.

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