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Quando il Diavolo fa anche i cappotti


27.11.2009 - Valeria Roccella

Miranda Priestly (Meryl Streep), è un diavolo in persona. È la direttrice, dal pugno di amianto e la lingua infuocata,  di una famosa rivista di moda; una donna calcolatrice e spietata fino al midollo, alla quale non interessa il parere di nessuno. In poche parole: favolosamente diabolica.
Dal momento in cui accetta di assumere la “sciatta, grassa, insignificante ma forse sveglia” Andy Sachs (Anne Hathaway), la "Crudelia Demon" delle passerelle non perde un attimo per rendere la vita della sua nuova assistente un inferno epocale.

Tratto dal bestseller omonimo scritto da Lauren Weisberger (che in passato fu realmente assistente della direttrice di Vogue America), il film Il Diavolo Veste Prada porta dritto nel mondo ovattato e glitterato della moda e delle sue riviste.
Andy, da aspirante giornalista si ritrova a dover assumere il ruolo di addetta porta-caffè/donna-fotocopie/ appendi-abiti, oltre a quello di staffetta no stop in qualsiasi posto a qualsiasi ora, non importa che sia notte, giorno o festa.
Insomma, nulla di nuovo rispetto alla vita vera!
La povera protagonista si rende conto che il pret-à-porter e il suo contorno non è fatto solo di strass e paillettes, ma che può essere più tagliente di un foglio di carta.



Moda, glamour o quel che sia, la pellicola ha la sfacciataggine di prendere in giro abilmente e farsi gioco con ilarità di stilisti e redattori del campo, probabilmente differenziandosi molto poco dalla realtà.
Sfido chiunque a non ammettere di aver trovato o essere incappati in un luogo lavorativo del genere o che almeno ricordi in minima parte ciò che il lungometraggio comicamente racconta.
Dopotutto in un lavoro, soprattutto dove vige la gerarchia, l’essere sadico viene sempre associato alla volontà di spronare la produttività e il lavoratore. Purtroppo nella realtà le cose non si risolvono quasi mai col forzato e irreale “vissero felici e contenti”, come invece avviene ovviamente in questo caso.

Chi non vorrebbe vivere in una City come New York, passeggiando devanti  le vetrine di Jimmy Choo e di Manolo Blahnik e sorseggiando all'ora dell'aperitivo un cosmopolitan?
Ma si sa, questa è Hollywood, la vita è un’altra cosa e si corre senza sosta.

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