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La Regola della Giusta Distanza


27.11.2009 - Maria Rosaria Donisi

Giovanni è un giovane ragazzo aspirante giornalista.

Mara è un’insegnante che viene spedita dal Provveditorato agli Studi in un paesino alle foci del Po per una sostituzione temporanea. La ragazza, interpretata da Valentina Lodovini, sin dalle prime sequenze appare troppo diversa agli occhi degli abitanti del paese: ha il coraggio di vivere da sola, di lavorare, di non volere impegni e di decidere della sua vita.

Concadalbero è un piccolo centro della provincia veneta in cui tutti i cittadini si conoscono.
Le persone che vi abitano rappresentano degli stereotipi: il tabaccaio “cafone arricchito” che sposa una donna che ha scelto su internet; la maestra impazzita (forse di solitudine?); l’autista dell’autobus prossimo alle nozze in cerca di una vita tranquilla; e infine Hassan, meccanico tunisino che nel tempo è riuscito a conquistare la fiducia degli abitanti del paesello.

Giovanni voleva fare il giornalista, e ha la sua occasione. L’opportunità gli è data dalle vicende di cronaca che capitano a Concadalbero. Il capo redattore per cui scrive (buffo personaggio interpretato da Fabrizio Bentivoglio) gli insegna "la regola della giusta distanza": non bisogna mai farsi coinvolgere troppo nelle vicende, né esserne eccessivamente fuori. Grazie a questa regola Giovanni riesce a scoprire il vero colpevole dell’omicidio di Mara. La ragazza, che si era mostrata sorridente e disponibile con tutti, viene violentemente uccisa. Intanto i giornali montano il caso e danno come colpevole l’extracomunitario, amante della malcapitata e accusato ingiustamente.
Osservando i suoi concittadini con occhi diversi, senza lasciarsi coinvolgere dall’opinione che ha di loro, Giovanni riesce a far luce sulla vicenda.

Mazzacurati, grazie a una buona sceneggiatura e a un sapiente utilizzo della fotografia, costruisce un giallo in cui vengono narrati i diversi punti di vista dei protagonisti, le diverse prospettive dal momento in cui si assiste all’arrivo in paese di Mara, che in qualche modo scompiglia la routine ordinaria.

Giovanni, diciottenne alle prime armi, riesce a mettere in pratica la prima lezione sul giornalismo impegnato: a costo di scatenare le ire dell’opinione pubblica, che non ama far accendere i riflettori sul proprio territorio quando si tratta di orribili notizie, è un dovere raccontare ai cittadini la verità.

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