27.11.2009 - Maria Rosaria Donisi
Giovanni è un giovane ragazzo aspirante giornalista. Giovanni voleva fare il giornalista, e ha la sua occasione. L’opportunità gli è data dalle vicende di cronaca che capitano a Concadalbero. Il capo redattore per cui scrive (buffo personaggio interpretato da Fabrizio Bentivoglio) gli insegna "la regola della giusta distanza": non bisogna mai farsi coinvolgere troppo nelle vicende, né esserne eccessivamente fuori. Grazie a questa regola Giovanni riesce a scoprire il vero colpevole dell’omicidio di Mara. La ragazza, che si era mostrata sorridente e disponibile con tutti, viene violentemente uccisa. Intanto i giornali montano il caso e danno come colpevole l’extracomunitario, amante della malcapitata e accusato ingiustamente. Mazzacurati, grazie a una buona sceneggiatura e a un sapiente utilizzo della fotografia, costruisce un giallo in cui vengono narrati i diversi punti di vista dei protagonisti, le diverse prospettive dal momento in cui si assiste all’arrivo in paese di Mara, che in qualche modo scompiglia la routine ordinaria. Giovanni, diciottenne alle prime armi, riesce a mettere in pratica la prima lezione sul giornalismo impegnato: a costo di scatenare le ire dell’opinione pubblica, che non ama far accendere i riflettori sul proprio territorio quando si tratta di orribili notizie, è un dovere raccontare ai cittadini la verità. |

La Giusta Distanza
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Valentina Lodovini, Ahmed Hefiane, Giovanni Capovilla, Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio, Natalino Balasso
Produttore: Domenico Procacci
Casa di produzione: Fandango, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
106 min
Italia, 2007
Mara viene trasferita in un piccolo paesino veneto come insegnante nella scuola elementare locale. Qui incontra Giovanni, diciottenne, bravo informatico e aspirante giornalista. Nella sua permanenza, Mara, imparerà a conoscere gli abitanti del paesello e avrà una breve relazione con Hassan, il meccanico tunisino perfettamente integrato nella comunità. Ma mentre Giovanni si fa largo nel mondo del giornalismo Mara venne ritrovata morta. La legge incolperà Hassan per questo. Qualche tempo dopo questi si uccise e lascia un biglietto alla sorella dicendole di consegnarlo a Giovanni. Sul biglietto c'era scritto che lui era innocente e Giovanni sapeva come far emergere la verità. Dopo attente ricerche scopre che l'assassino è in realtà l'autista della corriera. A Giovanni venne riconosciuto il merito e viene assunto come giornalista a Milano.
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