08.12.2009 - Andrea Pirrello Trasporre i romanzi della “beat generation” in immagini in movimento non è certo un operazione semplice. Cronenberg è l’unico ad aver compiuto l’impresa per ben due volte restituendo fedelmente in celluloide lo spirito della parola scritta di due romanzi: Naked Lunch (Il pasto nudo) di William S. Burroughs, e Crash di James Graham Ballard. Entrambi i romanzi sembrano essere stati scritti per l’immaginario del regista, in forte simbiosi con le visioni e le tematiche centrali dell’opera di Cronemberg. L’accostamento del orgasmo al perverso piacere della trasformazione della propria carne, segna l’atto dell’incidente come un bisogno fisico, una necessità di trasformazione. Entrambe sono vere pulsioni primordiali.
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Crash
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg, tratto dall’omonimo romanzo di James Graham Ballard
Interpreti: James Spader, Deborah Unger, Holly Hunter, Elias Koteas, Rosanna Arquette
Fotografia: Peter Suschitzky
Montaggio: Ronald Sanders
Produzione: Canada/USA 1996 100’
Il regista cinematografico James Ballard, in seguito ad un incidente stradale, si trova ricoverato in una clinica, assistito dalla moglie Catherine. Qui conosce Helen Remington e l’inquietante Vaughan, personaggio morbosamente attratto dalle automobili a cui principale occupazione è quella di riproporre in prima persona e nei minimi dettagli incidenti di personaggi famosi (come quello di James Dean). La circostanza dell’incidente e l’irruzione dello stesso Vaughan nella vita dei protagonisti segnano il loro coinvolgimento in una serie di attività pericolose e perverse che avranno conseguenze drammatiche.
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