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Guardare e pure toccare


10.12.2009 - Valeria Roccella

“Ho un diavolo nascosto nell' armadio e il lupo mi aspetta alla porta”

Ispirato vagamente alla vita di Moana Pozzi, il film Guardami diretto da Davide Ferrario vuole essere un’apertura delle porte di un mondo non molto apprezzato nè volutamente studiato: il porno.
Attraverso questa pellicola il regista tenta di analizzare e psicanalizzare un ambiente così tabù come quello del porno e dell’eros rappresentato senza pudore nè vergogna.
"Chi ha conosciuto Moana Pozzi ne parla bene. Io non l'ho mai incontrata, ma l'idea di una storia sul mondo del porno mi è nata in macchina, un giorno di settembre, quando ho sentito che Moana era morta e la notizia mi ha lasciato il segno". Così racconta Davide Ferrario. " Guardami sarà un viaggio, molto laico e senza condanne, nel mondo della carne. Anche perché nell'aurea mediocritas che c’è in giro, ho scelto di giocare la carta dell'indipendenza e raccontare quello che ci sta intorno, al di là di ideologie e moralismi".

Si deve ammettere che a volte le scene gratuite di sesso  possono sembrare un po’ troppe ma, in tal modo ci si abitua alla monotonia e meccanicità che inizia a vivere la stessa protagonista (un’ottima Elisabetta Cavallotti). L’idea narrativa non è certo originale né ben strutturata però senza dubbio è una pellicola interessante.
Inutile dire, dato il tema che racconta, che purtroppo la sua uscita nelle sale sia stata in sordina e che sia finita più velocemente degli amplessi ripresi. Alla fine è un peccato perché, non contando i veri porno-guys chiamati per alcune scene che lo fanno di mestiere, gli attori sembrano reali e riescono a rendere quella sensazione di goliardia mista a sofferenza che il regista voleva ottenere.
Buone inquadrature che introspettivamente fanno esaltare particolari e sensazioni si accompagnano anche a gradevoli fotografie e colori predominanti.
Unica pecca è la mescolanza a momenti tra documentario e fiction.

"Nel film non ci sono giudizi. Non è un mondo da cui non si può uscire, come la prostituzione. Ci si entra per esibizionismo. Le coppie scambiste sono come quelle che vanno al ristorante, la loro ottica del peccato è piccola piccola: è il mondo più borghese e meno trasgressivo che ci sia. Cerca fama e denaro, fa business come gli altri, ma senza le ipocrisie dell'ufficio: qui si fa l'amore e basta".

Ergo vedere per giudicare.

 

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