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Boogie Nights - Un casto omaggio al sesso


10.12.2009 - Maria Rosaria Donisi

Ognuno al mondo probabilmente nasce con un dono, con un talento speciale.
Dirk Diggler è il nome d’arte che sceglierà di adottare Eddie Adams; prima di essere scoperto da Jack, faceva lo sguattero in un locale e arrotondava la paga prostituendosi con i clienti.

Scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, che all’epoca aveva solo 27 anni, la pellicola narra l’ascesa e il declino dell’industria cinematografica a luci rosse.
La Pornografia è intesa come sogno americano, e il trapasso tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80 è un vero e proprio spartiacque che segna l’avanzare delle videocassette che sostituirono il prodotto in pellicola.
Anderson rievoca brillantemente l'estetica degli hot pants e delle zampe di elefante, nel contesto dell'allegra follia di un'epoca in cui tutto sembrava lecito e possibile e che, sotto il riparo della rivoluzione sessuale, aprì i circuiti cinematografici al porno.

Contemporaneamente alla nascita del videotape si assiste al declino, non solo dell’industria pornografica, ma anche del divo Dirk Diggler. La sua è la solita storia: in cerca del riscatto sociale, arriva alla vetta per poi precipitare nel baratro più profondo. E di chi è la colpa? Ovviamente del sesso e delle droghe che gli daranno alla testa. Non essendo propriamente un attore di stampo stanislaskijano, ma acclamato solo per il suo “dono” di 33 cm (si dice che il fallo gigante di gomma che compare nelle ultime scene sia stato donato alla catena di ristoranti Planet Holliwood), ben presto Dirk esce fuori da quella grande famiglia che ruota intorno alla casa cinematografica. Il mondo che si estende attorno a Dick è quello felice prima della scoperta dell’Aids; la famiglia che vive sotto il tendone del porno vede in Jack una figura paterna premurosa, pronta a tutto per salvaguardare l’unità e l’armonia, e in Amber – la navigata pornostar – una donna con cui soddisfare pienamente il bisogno di un legame materno. L’aspetto familiare si estende anche a figure di contorno, a sorelle e fratelli che completano il contesto affettivo.

Boogie Nights è un omaggio al sesso che celebra però una rara e paradossale castità.
Il film allude ma non illude: la pellicola è fin troppo politicamente corretta.
L’addio al boogie-woogie, al "boogie nights" si respira in ogni frame e nelle immagini di ispirazione di altri film che vanno da Altman a Tarantino, fino a Scorsese.

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