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Il mondiale di Moana


11.12.2009 - Marco Boccia

Stiamo per vivere gli sfortunatissimi mondiali di Italia ’90, quelli che avremmo dovuto vincere a tutti i costi, che verranno invece ricordati per le spese faraoniche e per i 24 operai morti nei cantieri.

In quella atmosfera, Riccardo Schicchi e Mario Bianchi, due dei più importanti registi porno italiani, dirigono un instant-porno a quattro mani, Cicciolina e Moana mondiali, firmandolo con lo pseudonimo di Jim Reynolds. Ilona Staller e Moana Pozzi, che interpretano se stesse, vengono reclutate da un dirigente sportivo che vuole assolutamente la vittoria della nazionale italiana, evidenziando una certa capacità di preveggenza che si sarebbe poi concretizzata molti anni dopo con calciopoli.

Per sfiancare i campioni stranieri e rendere più agevole il cammino degli Azzurri, verso la coppa, Moana e Cicciolina, daranno vita a notevoli acrobazie amorose pur di annientare gli avversari della nostra nazionale, portandola alla vittoria finale (ahimè solo in questa pellicola). La coppia di pornodive, rimaste di diritto nell’empireo della pornografia mondiale, sanno bene come far felice un uomo e anche il pubblico, dando vita ad interpretazioni così sentite e partecipate, da far sembrare veri i momenti di intimità con i campioni del calcio.

La grandezza delle due attrici sta proprio in questa loro capacità di rendere verosimile l’atto sessuale che è pornografico ma raffinato, a differenza di molti porno oggi in circolazione. Schicchi e Bianchi maneggiano con sapienza il genere, portando gli spettatori nel piacere della carne, con ironica sensualità. Certamente la pellicola, per chi è amante del calcio, e negli anni novanta aveva da poco scoperto la propria sessualità, come chi vi scrive, resta indelebilmente fissata nella memoria. Oggi la pornografia ha perso interpreti di questo calibro, mettendo insieme solo scene di sesso, spesso estremo, senza cuore, di plastica, senza passione.

Ovviamente attrici della bellezza e della sensualità di Moana e Cicciolina ci sono anche oggi, tuttavia queste non riescono ad essere così calde e penetranti come lo erano i personaggi di allora. Ormai non ci si accontenta di una prestazione sessuale che possa rispecchiare un normale incontro amoroso in una qualsiasi camera da letto del cittadino medio italiano, il pubblico del porno vuole vibratori, violenza, prestazioni fuori del comune, che vadano a sedare quello che vi è di torbido nella propria personalità, palesando una tendenza alla perversione che ormai spadroneggia nella nostra società, troppo veloce e persa nelle proprie nevrosi quotidiane, per vivere con serenità il rapporto con il sesso e il proprio corpo.

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