11.12.2009 - Marco Boccia La pornografia consiste nel sottrarre all'intimità dei partner gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano, poiché l'uno diventa per l'altro l'oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Così recita la dottrina cattolica, che invita i credenti a non lasciarsi fuorviare dalle pulsioni sessuali, perché immorali e corrompenti. Capaci, a volte, di portare alla cecità. Molti di voi, a causa di questa morale, non avranno visto Shortbus, di Cameron Mitchell, regista Newyorkese omosessuale e forse per questo così libero, senza peli sulla lingua. Essendo stato tacciato di pornografia, il film in Italia, non è stato proiettato in molte sale, giudicato dagli esercenti volgare e offendente la morale pubblica. Così siamo stati privati, contro la nostra volontà, di uno dei più belli e intensi film degli ultimi anni, e non perché il sesso, tanto, la fa da padrone, ma perché riesce mirabilmente a mettere insieme sesso esplicito, erotismo e la satira sociale che, proprio attraverso questi due elementi, si fa ficcante e sferzante. Mitchell, guarda la realtà che viviamo usando il sesso come pretesto e lo fa con semplicità ed ironia, toccando punte di struggente tenerezza, decostruendo il perbenismo che impera nella nostra società, facendo del sesso una delle vittime eccellenti di tale ipocrisia. Ogni essere vivente vive la propria sessualità nel buio della propria camera da letto, spesso vittima di paure che gli impediscono di dare libero sfogo alla propria libido, ai propri desideri. Shortbus riesce a metterli a nudo portando il sesso ad una dimensione che travalica il semplice appagamento dei sensi, per restituircelo come linfa vitale, necessario all’equilibrio della psiche umana, fondamentale per vivere bene con se stessi e con gli altri. Shortbus è un mondo altro che si consegna al pubblico nudo e crudo, riuscendo a rendere il sesso esplicito per nulla volgare, rendendo con grande intensità l’incapacità dell’uomo di vivere serenamente con le proprie pulsioni, mettendo da parte la vergogna, il turbamento, l’imbarazzo. Mitchell riesce a decostruire il pudore falso e moralista della nostra collettività, grazie ad una girandola di corpi, colori, luci e giochi erotici che restituiscono il piacere di essere umani, di essere in vita, perché la vita è un attimo, e va vissuta ora in questo momento. |

Shortbus
Regia John Cameron Mitchell Sceneggiatura John Cameron Mitchell Interpreti Sook-Yin Lee, Paul Dawson, Lindsay Beamish, PJ DeBoy, Paul Dawson, Lindsay Beamish, Raphael Barker, Peter Stickles ,Jay Brannan, Adam Hardman, Justin Hagan Justin Bond Direttore della fotografia Frank G. DeMarco Genere drammatico, erotico Paese usa Anno 2006 102’
Sofia è una sessuologa che in tanti anni di matrimonio ha sempre finto durante i rapporti con suo marito Rob. James e Jamie, una coppia di ragazzi gay, stanno cercando di allargare il loro rapporto dal punto di vista sessuale. Severin è una donna sola e complessata che si prostituisce nel ruolo di femmina dominatrice, quasi a volersi riscattare della sua condizione. Tutti si incontrano allo 'Shortbus', locale notturno trasgressivo gestito dal travestito Justin Bond, dove si mescolano sesso, arte e politica...
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