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Tra passato e presente


08.01.2010 - Giulia Dalla Negra

Tutto ciò che è moderno viene prima o poi superato


Così scriveva Oscar Wilde nella seconda metà dell’Ottocento, racchiudendo in una frase la complessa destrutturazione che la società del suo tempo si preparava ad affrontare.
A distanza di più di un secolo, mi piacerebbe riprendere in mano queste parole e riflettere nel nostro presente la loro disarmante attualità. Tutto avviene e tutto passa. Quasi tutto nasce come innovazione e finisce per essere assorbito dalla tradizione o nel peggiore dei casi, dalla dimenticanza.
Cosa resta del passato?
Cosa tenere e cosa gettare alle spalle?
Ogni persona ha la sua risposta e i suoi attimi da ricordare.
In questo breve articolo vorrei provare a guardare all’anno appena concluso, il 2009, scegliendo tre opere da portare con me nel 2010 e tre da lasciare tra le braccia del passato.

Con me.

1) La regina dei castelli di Carta Stieg Larsson (Marsilio, Venezia 2009)
2) Heart Elisa (Sugar 2009)
3) A Christmas Carol 3D – (USA 2009)

1) Terzo e ultimo romanzo della trilogia Millennium, chiude la saga magistralmente costruita dall’autore svedese Stieg Larsson. Resta la perfetta caratterizzazione dei personaggi, un impianto narrativo originale e uno stile che inchioda il lettore al libro. E resta la nostalgia per uno scrittore scomparso senza aver goduto del proprio successo e che avrebbe potuto dare ancora molto alla letteratura contemporanea.
 

2) Cinque album in studio, una serie di raccolte per i mercati nazionali ed esteri e una lunga lista di Hits ai vertici delle classifiche. Con questo bagaglio Elisa fa il suo ritorno sulla scena musicale, lanciando Heart, nuova sorprendente creazione composta da quattordici tracce. Un album che rispecchia le diverse anime dell’artista passando da brani espressamente rock come Vortexes o Your Manifesto a melodie più “morbide” come Forgiveness (cantata in duetto con Antony) e Ti vorrei sollevare (in collaborazione con Giuliano Sangiorgi), per arrivare alle note di Lisert, struggente canto di appartenenza alla propria terra.
 

3) Da conservare la magia racchiusa nella nuova trasposizione cinematografica del romanzo di Charles Dickens. Da tenere stretta la possibilità che il film offre di camminare attraverso le pagine di un libro, accanto ai personaggi che lo animano e di toccare con lo sguardo la consistenza della fantasia.


Indietro.

1) Amore 14 – Federico Moccia (Feltrinelli, Milano 2009)
2) 6 come 6 – Gigi D’Alessio (Sony Music 2009)
3) Gli abbracci spezzati – Pedro Almodòvar (SPAGNA 2009)


1) Ennesimo racconto sulle emozioni che caratterizzano il periodo dell’adolescenza. Le prime esperienze, la voglia e la paura di crescere, le difficoltà del rapporto genitori-figli, amicizie e primi amori. Abbastanza banale per essere lasciato nel 2009.
 

2) Mini album del cantante napoletano che raccoglie sei brani completamente inediti. Primo estratto Non riattaccare, dichiarazione d’amore fatta per telefono. Nel 2010 si può fare meglio, decisamente.
 

3) Delude l’ultima opera del regista spagnolo Pedro Almodòvar. Lontano dalla profondità e dall’intensità dei film precedenti, Gli abbracci spezzati si presenta come un film autoreferenziale e prettamente meta-cinematografico, concentrandosi sul piacere della costruzione narrativa e lasciando poco spazio al mondo interiore dei personaggi. Da tenere in sospeso per rapportarlo alle prossime opere dell’autore.
 

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