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Un'anno inglorioso


08.01.2010 - Andrea Pirrello

Nelle trascorse notti natalizie, riguardando indietro quest’ultimo anno, non sono riuscito a mettere a fuoco una chiara distinzione tra il bello è il brutto. Concentrandomi maggiormente sulla produzione cinematografica (per passione personale) lo sforzo di ricordare cosa ha fatto la differenza, nel bene e nel male, è stato considerevole. Un'annata piatta forse, rispetto al 2008, non di baso livello, ma che non ha lasciato il segno. Il cinema italiano affronta tempi bui: dopo il successo di Garrone e Sorrentino nel 2008, aspettiamo ciòche è stato girato nel 2009 e che verrà girato nel 2010 per ricominciare a vedere di nuovo un pò di luce.

Ma ecco che lentamente riaffiorano nella mente dei ricordi.
Un film fra tutti ha fatto la differenza, decisamente: Inglourious Basterds di Quentin Tarantino.
Per molti la sua opera più compiuta, di certo una storia raccontata come non se ne raccontavano da tempo. Il cinema che torna a parlare di se stesso, capace di reinventarsi e reinventare il proprio passato, per il gusto puro della narrazione. Un film che ci ha regalato tra l’altro un meraviglioso Brad Pitt e una grande rivelazione: Christoph Waltz.

Vorrei portare con me nel 2010, anche fisicamente, Altri tre lieti ritorni di regie.
Lasciami entrare di Tomas Alfredson che finalmente dice qualcosa di nuovo sul vampiro.
Una storia delicata raccontata con una rara durezza.
Gli altri due li vedremo presto nelle sale. Le Concert di Radu Mihaileanu, già regista di Tren de Viè, che racconta del folle sogno di un gruppo di musicisti che vuole suonare al Teatro di Parigi. Una storia fortemente radicata nel nostro passato europeo che ci ricorda come stiamo cambiando.
E infine un altro racconto cinematografico che viene da un passato molto più antico. Agorà di Alejandro Amenabar, che narra le vicende che portarono alla distruzione della biblioteca di Alessandria. Un film che parla delle paure e dei pericoli di oggi, di falsi idoli e di fede cieca.

Dissolvere nell’oblio Twilight e il suo seguito New moon sarà impresa ardua, con lo stuolo di seguaci che la saga ha ormai al proprio cospetto. Non riesco a spiegarmi ancora come una storia che toglie tutto il senso di una figura culturale e letteraria come il vampiro, abbia avuto così successo. Dawson’s Creek con i vampiri e nulla più. Inviterei tutti coloro che siano incappati in queste pellicole a indagare più a fondo la letteratura sui vampiri. È ricchissima.

Farei anche a meno di Segnali dal futuro con Nicholas Cage, che affabula con una narrazione avvincente per portare il pubblico verso un messaggio finale distorto.
Fuorviante, senza dubbio,  il senso del film Barbarossa di Renzo Martinelli, che manipola eventi storici per esigenze di propaganda politica. Dimenticare questi esempi di cattivo cinema non risolve molto. Non li porterei con me nel nuovo anno ma il ricordo di un uso strumentale di un canale di espressione e comunicazione come il cinema potrebbe servire da monito.
Cosa ci porterà il nuovo anno?
 

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