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Akires To Kame – Achilles and the Tortoise


29.08.2008 - Andrea Pirrello

Terzo capitolo della trilogia dell’autore sull’arte e lo spettacolo (Takeshis e Kantoku banzai!), Akires to kame è una piccola parabola sull rapporto tra l’autore e il proprio percorso creativo. Nella vita dell’artista non conta il riconoscimento del pubblico o della critica, ma il proprio lavoro, vissuto fino in fondo. Messaggio chiaro fin dal prologo, che introduce la morale del film con il racconto di Achille che, pur correndo più velocemente della tartaruga, non riuscirà mai a raggiungerla. Un film piccolo, in linea con i due precedenti, che ruota attorno all’universo dell’autore senza scivolare nell’autoreferenziale, ma che fa rimpiangere il Kitano di Dolls e Zatoichi. Rimane una piccola riflessione, una parabola appunto, fatta di citazioni e auto-citazioni, ma che non costituisce un passo avanti nella poetica del regista. Lo sguardo e le tematiche sono riconoscibili (la morte, l’uso di oggetti e immagini a rappresentare l’assenza di personaggi), e ritroviamo anche la vena ironica che avevamo scoperto con L’estate di Kikojiuro. Ma chi si aspetta da questo film, in se compiuto nel proprio intento narrativo, qualcosa di più profondo, potrebbe rimanere deluso. Rimane in ogni caso un piccolo saggio filosofico sul senso del lavoro dell’artista che regala momenti di divertimento e assaggi dell’estetica di Kitano.

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