articolo

A m’arcord (Amarcord)


25.01.2010 - Simone Artibani

È primavera. Il vento, carico di polline, incontra panni stesi ad un timido sole ancora infreddolito dall’inverno. In una piazza alcuni giovani corrono, saltellano e cercano di afferrare le “manin” : batuffoli di polline fluttuanti nell’aria. Ci appare così il “Borgo”, cittadina inventata con Rimini in filigrana, calmo, vivo e in trepidante attesa della primavera.

“Il ricordo è un atto creativo” sentenziava Fellini con aria da burlone nel suo libro Fare un film.
Amarcord (A m’arcord: io mi ricordo) è un film della memoria. Un film maturo e autobiografico, come 8 ½, in cui riesce a sfuggire alla facile e sterile nostalgia sfruttando con sapiente maestria i fantasmi del suo passato. Sulla scia del ricordo-immaginazione (quindi finzione) Fellini ci mostra edifici palesemente ricostruiti che non si preoccupa minimamente di far sembrare veri: esempio lampante ne è il mare. Una Rimini in cui possiamo facilmente trovare i tratti dominanti, ed estremamente precisi, di quell’italietta piena di vizi e poche virtù, disponibile a ogni Fascismo e intrisa di Cattolicesimo nella quale è morto il libero arbitrio. Gli edifici, incastonati nella magica fotografia di Giuseppe Rotunno, ci donano una passerella su cui vedremo sfilare pagliacci, infami, sconfitti in un “trionfo del tragico raggiunto attraverso la risata, è un uncino nel cuore e una matassa di seta”.

Oltre ad uno splendido montaggio, severo e implacabile, Fellini ci cuce dentro alcuni personaggi che non lasceremo più e che vanno dalla bella Gradisca, al rumorosissimo e fastidioso motociclista al quale non attribuiremo mai un volto; dall’adolescente Titta, intorno al quale la storia è imperniata, alla prosperosissima tabaccaia; a un simpaticissimo Ciccio Ingrassia nel ruolo dello zio pazzo che, arrampicatosi su un albero, reclama una donna e tira sassi a chi tenta di farlo scendere; al gestore del cinema che s’atteggia a Ronald Colman.

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo

 

   

GALLERY CORRELATE- Galleria speciale!


Effetti o testi?