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La Transformazione degli effetti speciali


25.01.2010 - Valeria Roccella

Prima dell'alba dei tempi c'era Il Cubo. Non sappiamo da dove provenga, sappiamo solo che ha il potere di creare mondi e riempirli di vita; fu così che nacque la nostra razza. All'inizio vivemmo in armonia ma come accade col potere, qualcuno lo voleva per il bene, altri per il male. E così iniziò la guerra, una guerra che devastò il nostro pianeta finché fu consumato dalla morte e il cubo si perse nelle profondità dello spazio.
Ci disperdemmo nella galassia sperando di trovarlo e di costruirci una patria. Esplorammo ogni stella, ogni mondo e proprio quando ogni speranza sembrava perduta, il messaggio di una nuova scoperta ci attirò su un pianeta sconosciuto chiamato Terra. Ma era già troppo tardi.


Con un intro del genere credo che chiunque in sala sia stato immediatamente rapito da questo mega giocattolone confezionato ad hoc in ogni minimo dettaglio!
Questo “cubo”, costato 150 milioni di dollari per poi guadagnarne ben 700 milioni, è un vero e proprio film d’intrattenimento a tutto tondo: visivo, uditivo, percezionale e addirittura emozionale.
Certo, stiamo comunque parlando di una pellicola per così dire preparata a tavolino e pronta all’uso per sfornare e sbancare botteghini e negozi , ma se non altro è un ottimo e ben congegnato specchietto per noi allodole divoratrici passive del consumismo.
Dopotutto cosa ci si poteva aspettare da una triade stellare di alto calibro quale Michael Bay (Bad Boys, Armageddon, Pearl Harbor), Steven Spielberg (ET, Indiana Jones, Jurassic Park, Schindler’s List) e George Lucas (Star Wars)? Non per questo è stato votato come il blockbuster più atteso – e poi apprezzato – di tutto il 2007.

La fortuna di Transformers è da trovare senza dubbio in una concatenazione di elementi, primo tra tutti l’innovazione degli effetti speciali utilizzati.
La Industrial Light & Magic – per l’appunto di proprietà del genio Lucas – in questa pellicola ha superato sé stessa dando una visione così perfetta e realistica di scene e personaggi da far credere che questi mega “robottoni giapponesi” (come esclama il protagonista Sam) possano esistere veramente e presentarsi accanto a noi da un momento all’altro. Particolari in risoluzione finissima e super elaborata, mesi e mesi di lavoro su gradazioni di colori e sfondi per rendere il tutto più veritiero possibile accompagnandolo a suoni con dolby digital surround da far spaccare i timpani e cadere nel tranello dei trucchi magici moderni.
Insomma, nonostante si parli di macchine parlanti distruttrici sembra non vi sia nulla di falso ai nostri occhi se non la bellezza asfissiante e ostentata della scaltra Megan Fox.

Momenti di tensione vengono mescolati a spruzzi di comicità, d'altronde chi può riuscirci meglio di babbo Spielberg (peraltro fan accanito della serie in questione), padre del mitico Indie e di quei folli giurassici dinosauri resuscitati? Tanto di cappello - e frusta – nessuno ne sa più di lui!
Il regista Bay riunisce poi il tutto in modo egregio senza eccessi né sfumature, anche se ogni tanto il film si trasforma nel giocattolo di sé stesso: troppo pomposo e  in tipico stile made in USA.

Alla fin fine, a pensarci bene stiamo sempre parlando di una pellicola Hasbro!
Ben vengano allora le innovazioni tecnologiche, gli effetti sempre più speciali e le meraviglie in 3D per allietarci ancora con pop corn e bibite alla mano, quindi aprite la mente, sgranate gli occhi e buona visione!!!

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