08.02.2010 - Maria Rosaria Donisi
Un orrore così totale può essere esorcizzato solo da un rito.
Sarah Kane, Fame.
Il 2009 è stato il decennale dalla morte di Sarah Kane che, dopo avere scritto cinque testi memorabili, rappresentati e discussi in tutto il mondo, nel pieno di una forte crisi depressiva, si suicidò.
Era il 20 febbraio e l’autrice aveva solo vent'otto anni: fu trovata impiccata con i lacci delle scarpe nel bagno del King's College Hospital di Londra, dove era stata ricoverata in seguito ad un altro gesto di autolesionismo (aveva assunto circa duecento pasticche tra sonniferi e calmanti). La psicosi delle 4 e 48 (4:48 Psychosis), è quasi un manuale per la messa in pratica della propria auto eliminazione.
Gli elenchi degli psicofarmaci che recitano i personaggi diventano una malinconica preghiera che nasce dall’impossibilità di comunicare se stessi, o meglio di individuare un io che mantenga inalterate le sue caratteristiche. Il concetto di identità si distacca dal mondo e la confusione tra la realtà e diversi stati mentali condizionano e determinano l'articolazione dei monologhi e dei dialoghi tra il medico e la paziente. I cataloghi degli psicofarmaci scandiscono il ritmo e accompagnano lo spettatore in un viaggio nell'abisso della follia.
Non eroina, non cocaina, la droga della Kane furono gli psicofarmaci; una droga legale che crea comunque una forte dipendenza e condiziona le emozioni umane, le funzioni mentali e la volontà di agire.
Tutta la sua drammaturgia si è sempre rifatta ad una tradizione di raccapriccianti situazioni: un filo rosso lega il teatro della Kane ai drammi anglosassoni della tradizione elisabettiana (in Blasted il personaggio di Ian viene accecato da un soldato come Gloucester viene accecato nel Re Lear di Shakespeare, in Cleansed a Carl viene tagliata la lingua e le mani come accade nel Tito Andronico).
La realtà appare come un pericolo imminente e nelle opere dell’autrice così come è presente la violenza sono presenti le vittime.
Dannati (Blasted), alla sua prima apparizione suscitò grande scandalo in Inghilterra a causa della messa in scena di stupri, masturbazione, sodomie e atrocità di ogni genere cui assistettero gli spettatori al Theatre Upstairs del Royal Court nel gennaio 1995. La violenza si consuma con semplicità e normalità quotidiana. "Se dovessi riscrivere Blasted... taglierei ancora più parole... perché il teatro per me è immagine" dichiarava in un'intervista.
Come nei drammaturghi greci, il dolore, la barbarie, l’annientamento dell’uomo, sono le tappe che l’individuo deve patire per la salvezza. L’amore di Fedra (Phaedra’s love), con cui la Kane debuttò anche come regista nel 1996, è una radicale ritualizzazione del mito di Fedra a partire dal testo di Seneca dove l’eroina, per catturare l’attenzione di un Ippolito teledipendente, dedito alla masturbazione e ai rapporti multipli, è costretta a prodursi in un’estemporanea fellatio.
Cleansed (Purificati) si apre con Tinker che scalda dell’eroina su un cucchiaio d’argento. Il testo andò scena per la prima volta nel 1997 ed è ambientato in un campus universitario/campo di concentramento dove un dottore infligge agli studenti/vittime sacrificali mutilazioni e trapianti di organi sessuali.
Attraverso la violenza, l’orrore, le barbarie, la droga, Sarah Kane mette in scena l’inferno dell’anima di uomini che restano intrappolati nei loro corpi.
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