29.08.2008 - Andrea Pirrello José Mojica Marins torna dopo anni a raccontare le avventure truculente della sua più famosa creatura Zè do Caixao, il beccamorto sadico protagonista di molte sue opere. Un ritorno in grande stile, voluto dal regista che da 40 anni cercava le condizioni giuste per girarlo, ma per nulla necessario. Un film ricco di scene e trovate che entusiasmeranno i cultori di cinema trash e horror (compreso il sottoscritto), ma che non regge il confronto coi tempi e soprattutto quello con i film precedenti. Evidente il fatto che sia stato girato con entusiasmo e divertimento data l’orgia visiva a cui si assiste. L’autore non si è affatto risparmiato: arti mozzati a chili, scorticamenti, torture ed ettolitri di sangue che scorrono in continuazione. Scene che diventeranno di antologia ma che hanno a che fare più col trash che con l’horror. Un film molto sopra le righe, che sfiora, nel gioco di genere, il ridicolo. Due ore di sangue al festival, dopo due giorni erano necessari, ma rimane un dubbio: era veramente necessario che il maestro del cinema horror brasiliano girasse questa pellicola? |

Regia: José Mojica Marins
Sceneggiatura: Josè Mojica Marins e Dennison Ramalho
Fotografia: José Roberto Eliezer
Montaggio: Paulo Sacramento
Scenografia: Cassio Amarante
Interpreti: José Mojica Marins, Jece Valadao, Adriano Stuart
Produzione: Olhos de Cao e Gullane Filmes
Brasile 2008
90’
Dopo anni di reclusione in nel reparto psichiatrico di un penitenziario, Zè do Caixao viene rilasciato. Finalmente in libertà, il sadico criminale, ormai anziano, torna dedicarsi alla missione per la quale era stato rinchiuso: trovare la donna con cui procreare il figlio perfetto.
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