08.02.2010 - Monia Raffi Buñuel sosteneva che il cinema, grazie alla sua forma naturalmente illusoria, fosse il mezzo migliore per mostrare la frammentazione dell’inconscio. Oliver Stone traccia il suo film sulla medesima linea, utilizzando la settima arte per tradurre in visibile le percezioni sensoriali procurate da sostanze allucinogene. Attraverso la storia dei Doors, del loro viaggio sia intimo (quello della creazione stimolata da LSD) che pubblico (dall’East coast degli hippies alla New York di Warhol) il ritratto corale del tempo e della società è volto a disegnare in particolare l’ascesa e il declino di Jim Morrison, anima che perse la sua umanità per divenire mito. Gran parte del film è girato in soggettiva e il regista fa un uso massiccio di effetti ottici e in particolare del flou al fine di comunicare allo spettatore la realtà mutata mediante l’uso di allucinogeni; le scene di massa dei concerti, oltre ad essere perfettamente girate e di grande suggestione, divengono visioni fantasmiche, miscuglio di onirico e reale, provenienti dall’Es alterato del cantante. The Doors, data la portata leggendaria del gruppo e del periodo storico che ritrae, è stato un cult per molti adolescenti; ma, filtrata attraverso la storia di Jim Morrison, la pellicola può essere anche vista come un ritratto di tutti quei poeti, da Rimbaud a Baudelaire, da Mallarmé a Verlaine che hanno elevato a dogma l’uso di sostanze stupefacenti per arrivare all’assoluta libertà dei sensi che consentisse loro una diversa visione del mondo. Come prova il film e la tragica fine del leader dei Doors, in fondo la droga si è sempre rivelata un mezzo illusorio poiché, parafrasando Baudelaire, la droga è uno specchio che mostra una realtà deformata e differente ma, in fin dei conti, pur sempre e soltanto uno specchio. |

The Doors
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: Oliver Stone, Randall Jahnson
Interpreti: Val Kilmer, Meg Ryan, Michael Wincott, Michael Madsen, Josh Evans, Dennis Burkley, Billy Idol, Crispin Glover, John Capodice, Kevin Dillon, John Densmore, Mark Moses, Mimi Rogers, Will Jordan, Kristina Fulton, Costas Mandylor, Kyle MacLachlan, Kathleen Quinlan, Frank Whaley
Fotografia: Robert Richardson
Musiche: The Doors
Produzione: BILL GRAHAM FILMS, CAROLCO PICTURES, IMAGINE ENTERTAINMENT, IXTLAN CORPORATION
Distribuzione: PENTA DISTRIBUZIONE - PENTAVIDEO, BMG VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO (PEPITE)
USA, 1991
136 min
Sconvolto per aver assistito da bambino - casualmente - alla morte di un vecchio pellerossa, a causa di un incidente stradale, Jim Morrison ne rimane segnato per tutta la vita, al punto di convincersi di essere la reincarnazione di uno sciamano. Studente di cinematografia in California, si cimenta in composizioni poetiche scapigliate, e legge con molta passione Kerouac, Nietzsche, in particolare Blake, che lo suggestiona con l'immagine delle "Porte", delle barriere, cioè, della percezione, che sfida a superare per raggiungere l'infinito. Con questo intento, il giovane Morrison fonda nel 1965 "The Doors" (Le Porte), un gruppo musicale di cinque amici, con il quale consegue ben presto i primi successi, davanti a platee in prevalenza giovanili, travolte dalle sue musiche scatenate e dal suo esibizionismo trasgressivo e sfrenato fino all'osceno.
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