29.08.2008 - Annarita Landi Immaginate di aprire una comune scatola di biscotti, trovarvi dentro una bobina di pellicola e una volta visionata scoprire che si tratta di un filmato inedito che ritrae uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, Giacomo Puccini. È quello che è successo a Paolo Benvenuti durante le ricerche storiche del suo ultimo film Puccini e la Fanciulla, presentato in anteprima e fuori concorso a questa 65° Mostra del Cinema di Venezia. Questa gioiello prezioso non è andato che ad arricchire il già minuzioso lavoro di ricerca storica fatto dal regista toscano per ricostruire la storia di Doria Manfredi, la domestica di casa Puccini morta suicida in circostanze ancora poco chiare.
«Un giorno, rovistando in una vecchia valigia avuta dalla nipote di Giulia Manfredi, la cugina di Doria e vera amante di Puccini, oltre a trovare lettere, fotografie e prove inequivocabili sulla loro relazione, ho trovato anche due scatole di biscotti in metallo. Le ho aperte e dentro vi erano delle pellicole. Sollevandone un lembo ho intravisto un fotogramma di Puccini al pianoforte, un’emozione che non si può spiegare. Le ho portate immediatamente a Roma in un laboratorio di restauro ed è nato questo documento eccezionale che dà un grosso valore aggiunto al film».
Un'inchiesta durata ben sette anni in cui Paolo Benvenuti ha voluto far luce su una vicenda che riguarda da vicino il maestro, e sulla realtà di quel tempo a Torre del Lago, dove a convivere erano due dimensioni ben diverse, quella dei poveri nei falaschi in mezzo al lago e quella dei ricchi con dimore lussuose. Per questo Benvenuti definisce il suo un film “sui rapporti di classe”.
Ma quest’opera ha anche un’altra particolarità, non vi sono dialoghi: «Questa scelta ci è sembrata l’unico procedimento espressivo per raggiungere quel cinema puro in grado di esprimere concetti attraverso solo il fluire di immagini e suoni».
Fondamentale anche per questo il ruolo della musica, canti popolari e una riproduzione pianistica de La fanciulla del West a cura di Carlo Carignani. «La fanciulla del West è l’opera che Puccini stava scrivendo proprio mentre accadevano i fatti raccontati nel film», dice Benvenuti, «è poco apprezzata dai melomani tuttavia, secondo me, è la più moderna». Infine conclude «questo film è come una partitura, dedicato a tutti gli amanti dell’opera». |