Buio.
Una visione ipnotica e poi il nulla.
Tanti gatti che miagolano in un posto tetro e buio.
- Catwoman?
Ma no, è un supereroe maschio! Fammi raccontare…dunque, dicevo…
Una stoffa rossa che svolazza tra i palazzi al servizio della città.
- Aaah, Superman!
Nooo, è la sua cravatta. Uff, quindi…
Una chiamata da un poliziotto, un’urgenza e bisogno di lui, l’uomo che si cambia e diventa supereroe con la sua mascherina, il suo completo nero e col suo c….
- Ma quindi è Batman!!!
…Vuoi che ti racconti il film o no?!? Non è The Dark Knight, anche se il regista (n.d. Frank Miller), nonché grande fumettista degli anni ’90, ne ha disegnato proprio lui il suo ritorno nel 2001 con la DC Comics, peraltro la stessa del fumetto in questione da cui è stato tratto il film che sto cercando di descriverti.
Allora, dicevo….
Vuole rimanere in incognito, non avere legami con nessuno anche se è da tempo innamorato della sua amica di infanzia. Però adesso il pericolo chiama e il suo nome è Octopus, lo spietato scienziato che con le sue te…
- Daaai, l ho visto pure io Spiderman ma non ricordavo iniziasse così!

A questo punto non ci si può fare altro che rassegnare, perché alla visione del film ci si domanda se si stia vedendo davvero The Spirit o un ammasso di vari rimandi ad altri innumerevoli supereroi, che però non sono di sicuro lui.
Per non parlare dello stile usato, certo molto interessante/ fumettistico/ moderno, ma già visto nei precedenti Sin City e 300 (n.d. sempre dello stesso Miller, in questo caso sia disegnatore che regista, che addirittura quindi si autocopia e autocelebra) che non riprendono affatto lo stile cartaceo di Will Eisner né della sua opera.
Il vero spirito del fù Denny Colt è quello di un criminologo e detective privato (non un poliziotto) che muore per mano del Dr. Cobra (sconosciuto nel film, come d'altronde la sua comica spalla di colore Ebony White), vestito sempre di blu (non nero), molto ironico e a tratti bonaccione (non amletico e prolitico!), disegnato sempre a colori mai troppo scuri…insomma tutto un altro spirito lontano anni luce da quello riprodotto su cellulosa.
The Spirit è anche un' accozzaglia di volti noti (addirittura belle donne e brave attrici) mal sfruttati che occupano lo schermo per una manciata di minuti ciascuno senza un approfondimento di nessun personaggio se non (per fortuna almeno lui) il protagonista.


Doveva essere un noir-ironico, “più per adulti” (come diceva il suo creatore), che rispecchia gli ideali e le macchiette tipiche degli anni ’40 in cui è stato creato, non una dark-story vietata ai minori (in America) che gonfia e caratterizza troppo ogni singola persona, sino al diventare delle caricature forzate.
In poche parole, facciamo tabula rasa, bianca, e stendiamo un velo pietoso di china nera indelebile su questo povero, triste, patetico cavaliere oscuro senza più Spirito.