29.08.2008 - Valeria Roccella Ansia, oppressione, voglia di fuga, solitudine: Nowhere Man è un viaggio surreale sul vuoto esistenziale e sulla voglia di sparire, essere altri e fuggire da sé stessi. Opera seconda della regista Patrice Toye, la pellicola portata al Sundance Festival ha vinto il premio NHK per la sceneggiatura ed è sostenuta da Wim Wenders in persona. Ottimo film, fragile e difficile, che, come afferma la regista, «vuole sfidare le tipiche leggi del racconto, abbandonare stereotipi per innovazioni». Il protagonista, Tomas, è un anti-eroe che al suo ritorno dopo la fuga trova un mondo a lui estraneo. Difficile non immedesimarsi e provare tutte le emozioni e sensazioni che, mescolate tra realtà e subconscio, affronta fino a esserne dominato. Più che un film sull’abbandono e sul vuoto della propria esistenza si tratta di un film sul ritorno, sulla necessità di essere responsabili, decisi e pronti ai cambiamenti. Molti silenzi, riprese di paesaggi, musiche azzeccate che arrivano dritte al cuore e preparano lo spettatore a una profonda introspezione. Come una parabola, la storia ammalia e incanta e molte scene sono puramente simboliche. Una tra tante è quella in cui Tomas, tornato da Sara, viene chiuso a chiave dentro l’appartamento-gabbia che ospiterà i nuovi giorni della sua esistenza forse ritovata: quella porta come il cuore di lei, chiuso e morto per la scomparsa del marito, lasciato in un angolo del suo muscolo per non soffrire, aprirà uno spiraglio per ricominciare pian piano a pulsare. Altra scena simbolica è quando il mini appartamento viene sommerso dalla sabbia, quella sabbia che riporta Tomas nel luogo della sua fuga come a bloccarlo, da solo, in un deserto alla ricerca di una buca per sfuggire dalla solitudine e ritrovare l’amore perduto. Questo film è, come dice la regista «una storia che vive un’esperienza propria con una struttura propria. Cercare di spiegare distruggerebbe il mistero. Siate semplicemente dei viaggiatori ». |

Regia: Patrice Toye
Sceneggiatura: Bjorn Olaf Jihannessen, Patrice Toye
Scenografia: Vincent De Pater
Fotografia: Richard Van Oosterhout
Montaggio: Nico Leunen
Interpreti: Frank Vercruyssen, Sara De Roo, Muzaffer Ozdemir
Produzione: Vincent Tavier & Philippe Kauffmann
Distribuzione: Kinepolis Film Distribution
Belgio, Paesi Bassi, Norvegia, Lussemburgo 2008
96’
Tomas ha una quarantina d’anni, una moglie bellissima, Sara, gentile e apprezzata da tutti, una casa carina nella periferia di una città del Belgio e conduce una vita piacevole e del tutto normale. Ma da qualche anno, sprofondato in una forte depressione, sogna di abbandonare tutto e sparire per una nuova realtà e diventare qualcun’altro. Un giorno, ingannando tutti, si fa credere morto ma poco dopo si rende conto che il tutto era solo una crisi esistenziale, una chimera, un’inutile modo per sfuggire da sé stesso. Al suo ritorno però nulla è più come cinque anni prima…
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