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Capitolo I - il Cinema e il Fumetto


22.02.2010 - Michele Annese e Marco Boccia

Cinema, immagine, proiezioni e ancora cinema. Ma alla fine, il cinema cos’è? Si legge sul Devoto Oli, fra le varie definizioni: locale attrezzato per spettacoli cinematografici. Questa sarebbe proprio da cancellare. Nel 1895 a Parigi i Lumiere cercavano di moltiplicare le fotografie per farne un' immagine in movimento. Tecnica pura, lo studio di un oggetto, la macchina da presa. Probabilmente è andata così. Se fossero stati anche solo in grado di pensare a tutte le implicazioni a cui la loro invenzione avrebbe portato, sarebbero finiti per impazzire.

Ancora un po’ di storia: un anno dopo nel 1896 sul quotidiano “New York World” nasce quello che simbolicamente viene indicato come il primo fumetto, le prime strisce del pistolero “The Yellow Kid”. I due generi si ignoreranno per lunghi tratti della loro fortunata vita per poi riavvicinarsi, come due innamorati, sul finire degli anni 60. Ma quei tempi non erano maturi per una esplosione d’amore e solo una quindicina di anni dopo, con una evoluzione, principalmente tecnologica, che permetteva la loro coesistenza, si è consolidato questo fantastico connubio, che abbiamo voluto analizzare in questo numero. Ma limitarci a questo semplice atto, avrebbe sporcato le nostre vere intenzioni che sono quelle di analizzare il cinema e le arti che lo influenzano, creando una sorta di trilogia: cinema e fumetto, cinema e letteratura, cinema e cinema.

Ci piace l'idea di mettere a confronto arti completamente diverse dal cinema con il cinema, per sottolineare come la settima arte si nutra di elementi a se estranei, e come li condizioni. Quindi il cinema che guarda al fumetto come fucina di supereroi che si alimentano delle contraddizioni umane, il cinema che guarda alla letteratura come fonte dalla quale trarre storie di uomini che parlano agli uomini e poi, in fine, il cinema che usa se stesso, auto riproducendosi, come quello di Tarantino e Rodriguez che pesca a mani basse in opere del passato, spesso di serie B. Nella speranza che ci seguiate in questo mini-escursus cinematografico, non possiamo fare altro che auguravi ed augurarci buon viaggio.

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