articolo

Giselle


28.02.2010 - Maria Carmela Paiano

Giselle al Teatro dell’Opera di Roma - è un balletto in due atti su soggetto di Théophile Gautier e Jules ed Henri Vernoy de Saint-Georges, le coreografie sono di Carla Fracci, che è pure direttore del ballo, le musiche di Adolphe – Charles Adam.
La trama è molto semplice, Giselle è una storia d’amore… nella campagna di un immaginario paese si muovono i due protagonisti una contadina ed un nobile che si innamorano, lei però non conosce la sua vera identità e quando lo viene a sapere, e ne conosce la promessa sposa, soffre così tanto da morirne. Nel secondo atto Giselle è uno spirito, una Villi, che viene accolta in una sorta di confraternita di spiriti femminili tutti traditi, la cui regina incarna la giustizia, condannando i traditori ad una morte immediata. Questo è quello a cui viene condannato Albrecht, il “vile traditore”, ma Giselle lo perdona e lo aiuta a superare la notte aspettando con lui l’alba, quando le Villi vanno via, e lei con loro. Lo lascia solo sul palco come nella vita.
 

I due primi ballerini hanno saputo creare un feeling notevole fra loro, e con il pubblico. Laura Comi e Vito Mazzeo, si sono innamorati e hanno fatto innamorare, hanno sofferto ed hanno fatto soffrire, non sono stati solo bravi tecnicamente ma lo sono stati nell’interpretazione, hanno ballato ed hanno recitato, e questo ha creato una certa magia nella platea, fra gli attenti spettatori. Nel secondo tempo io ho adorato il corpo di ballo del teatro, le ragazze sono state splendide! Non hanno fatto da contorno ma spesso erano le protagoniste sul palco.
Devo fare un ultimo plauso ad un altro protagonista: uno splendido cagnone che era sul palco in alcune scene del primo atto, e che credetemi a volte aveva proprio l’espressione: “ma io qua che ci sto a fare, neanche le scarpette mi hanno dato!!”.
 

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo