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Don't ever take side against the family


05.03.2010 - Simone Artibani

 “Che cos’è il cinema?”

Il cinema è un affamato gigante di 115 anni ,dalla forza sovraumana, a cui tutto è possibile.

Che cosa mangia?

Beh..è onnivoro:  a volte si nutre di “vita reale”, di impolverati racconti di paese,  di inebrianti storie fantastiche, dell’inarrestabile Storia, ma quando incontra la Letteratura, in quel momento vien fuori qualcosa di grande, di spettacolare.

L’ho visto cibarsi di un Best Seller venduto in tutto il mondo e tradotto in decine di lingue.

All’improvviso ha rilassato i muscoli della sua mandibola, lasciando cadere una aritmica pioggia di oggetti, musiche e parole. Vicino ai suoi piedi ho subito notato un giubbetto anti proiettile con un pesce all’interno, la testa di un magnifico stallone purosangue, una bottiglia di Anisetta e..non credo serva aggiungere altro, avrete già capito di cosa parlo.

Il Padrino (The Godfather) è un libro sensazionale, basato interamente sulla Mafia Italo-Americana,  narra le vicende di una Famiglia in ascesa al potere: i Corleone. Il capo famiglia, Don Vito (nel film interpretato da un pesante e cagnesco Marlon Brando) ha un irresistibile fascino grazie al quale riesce a farsi adorare nonostante sia un mafioso con le mani “sporche di sangue”. A differenza di una qualsiasi storia di mafia, Il Padrino, ci appare lento, riflessivo, equilibrato e si concentra, più che altro, nei rapporti interni alla Famiglia; una famiglia come emblema di sicurezza e stabilità, una famiglia come fortezza nella quale proteggersi e dalla quale attaccare, una famiglia, però, vittima dello scorrere del tempo e dei cambiamenti. In tutte le pagine percepiamo “il peso delle parole” nei dialoghi dei personaggi dove trapelano insicurezze e bugie.

Il film riproduce fedelmente il ritmo lento e le dense atmosfere; con sapiente maestria esclude alcune parti che sono proprie del linguaggio letterario, di cui non sentiamo assolutamente la mancanza, per esempio: il processo  contro gli stupratori della figlia dell’impresario di pompe funebri Amerigo Buonasera, la carriera di Johnny Fontane (probabilmente ispirato a Frank Sinatra) all’interno del sistema cinematografico e la dimostrazione di colpevolezza di un certo Felix Bocchicchio nell’omicidio di Sollozzo e del capitano Mc Cluskey per scagionare Michael Corleone (Un giovane Al Pacino).

La cosa che forse ci resterà più impressa  de Il Padrino è sicuramente il superbo finale che ha segnato la storia del cinema Americano. 

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