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Watchmen: uno e trino!


08.03.2010 - Michele Annese

Film, fumetto, romanzo o, se preferite, fumetto, film, romanzo. Una cosa è certa, quale che sia l’ordine, se quello del grado di notorietà raggiunto dall’una o dall’altra cosa, o semplicemente l’ordine cronologico di uscita, Watchmen è e resta godibile nell’una e nell’altra forma, ed è forse il primo caso di perfetta sintesi interazione e coagulazione fra generi. L’analisi, a fasi alterne o contemporanea, dei tre atti, cartacei o filmico che sia, scaturiti dalla fantasia di Alan Moore, porta ad un’ unica conclusione: l’opera, seppure uscita fra il 1986 e il 1987, resta comunque fortemente ancorata ai tempi moderni, ancora attualissima. Che la storia avesse del potenziale lo si era capito già nel 1988 quando al fumetto venne assegnato il Premio Hugo.

Questo tuttavia non spiega cosa ci faccia una graphic novel che è divenuta un film e di cui, solo pochi mesi fa, hanno fatto un romanzo, in un numero in cui si sarebbe dovuto parlare di trasposizioni cinematografiche dei romanzi. E’ presto detto: nel 2005 il Time Magazine l’ha inserita tra i “100 Migliori Romanzi in Lingua Inglese dal 1923 a Oggi” – l’unica graphic novel ad aver mai raggiunto questo riconoscimento. Resta poco tempo per parlare dettagliatamente delle tavole di Moore, del film di Zack Snyder o del romanzo Watchmen: Il Libro Ufficiale del Film! della casa editrice 001 Edizioni, che altro non è che un insieme dei migliori “scatti” del film, documenti di scena, bozzetti, prime pagine di quotidiani, storyboard inediti, le schede di tutti i personaggi, trovo più significativo sottolineare ancora una volta come sia estremamente castrante relegare una storia, del materiale ad un'unica forma, un fiore è un fiore in una foto, in un quadro, in un film, in un disegno o anche descritto in un romanzo. Per la serie leggeteli e guardateli tutti e tre.

 

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