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il codice perelà


18.03.2010 - Nicola Ronchi

Uno dei romanzi più importanti del primo Novecento italiano, forse non tanto capito, ma sicuramente è una di quelle opere che molti dovrebbero leggere. L'opera è centrata sulla dicotomia Pesantezza-Leggerezza.

Per Palazzeschi Pesantezza è tutto quello che non proviene dal cuore: le parole e i comportamenti d'occasione, le cieche credenze, il riempirsi la bocca di parole di cui non si sa nemmeno lontanamente il significato(vedi l'unica parola che conosce il pappagallo), il condurre una vita nella mera attuazione di comportamenti codificati, il piegarsi con cieca credulità su cose propinate da non si sa chi senza intraprendere una ricerca personale, il considerare la verità come una cosa già acquisita, la soddisfazione che proviene dagli oggetti posseduti o dal rango sociale raggiunto.

La leggerezza, invece, è tutto quello che dal cuore proviene: il formarsi come persona senza essere invischiati in forme di pensiero precostituite, l'avvertimento della bellezza, il coraggio di provare sentimenti non contraffatti da quello che la gente può pensare, il cercare di crearsi idee che non poggino su quelle degli altri, il semplice domandare cose che tutti danno per scontato, in definitiva Perelà fa della sua discesa dal camino una inconsapevole ricerca verso l'essenza delle cose, l'unico atteggiamento che possa portare alla libertà.

Libertà, bellezza, felicità, le cose a cui l'uomo da sempre anela. Ma quando si chiede a Perelà di stilare il codice della leggerezza, il solo che può portare al raggiungimento di queste cose, ci si accorge che l'uomo non le desidera veramente, perché incapace di abbandonare le catene con cui esso stesso si è incatenato. Alla fine Perelà abbandona questo mondo e a noi non resta che decidere se diventare come la Marchesa di Bellonda, l'unica che ha il coraggio di aprire gli occhi e capire chi Perelà veramente è, o restare come tutti gli altri personaggi che considerano Perelà come uno dei tanti e semplici incontri della loro, chiamiamola così, vita.

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