21.03.2010 - Riccardo Rudi La collaborazione tra Rodriguez e Tarantino risale ai tempi di “Dal tramonto all’alba” il cui successo era determinato dal gusto del gore e splatter, mischiato a scene di sesso e violenza, di cui i due registi sono sostenitori e amatori. La passione per i “film d’exploitation” è esplosa con il double feature Grindhose, progetto teso a riesumare quel cinema Splatter e di Serie B che hanno avuto il loro successo soprattutto durante gli anni 60 e 70, quel cinema di periferia, logoro e sporco, shoccante e divertente perché oltrepassava ogni limite; così sono nati Planet Terror e Death Proof, rispettivamente di Rodriguez e Tarantino. Death Proof (A prova di morte) viene considerato un’opera minore di Tarantino, eppure in questo film vengono condensati i temi a lui più cari, a partire dall’amore per i B-Movie all’italiana, sino all’hot babes movie, tra cui Faster, Pussicat!Kill!Kill!, film da cui il regista ha preso spunto per Death Proof. È il trionfo della femminilità, con ben otto donne nel cast, tra cui Rose McGowan (che compare anche in Planet Terror), Rosario Dawson, Vanessa Ferlito e Zoe Bell (stant-woman e controfigura in Kill Bill): questi personaggi prendono forza dalle protagoniste tarantiniane come Jackie Brown e La sposa, mascolinizzate nei discorsi e nei gusti (la mania per le automobili) ma che difendono la loro femminilità e la esprimono con una forte carica erotica. Ma il filone d’appartenenza di Death Proof è il car chase movie: la storia di Death Proof ruota intorno a Stuntman Mike, stuntman di professione ormai “in pensione” che con la sua Chevrolet Nova perseguita prima tre ragazze che trascorrono una serata tra i fumi dell’alcool, e poi rivolge la sua attenzione verso un altro gruppo di ragazze con una fiammante Dodge Charger. A discorsi chilometrici, al voyerismo tarantiniano intento a guardare i momenti più intimi e quotidiani, si affiancano sequenze di pura azione, di corse e di inseguimenti su strada: macchine ridotte a rottami metallici, mostri che continuano a ruggire sull’asfalto. Death Proof non ha avuto un successo di pubblico e critica, ritenuto noioso se non scadente; l’errore sta nel non considerarlo insieme a Planet Terror un tentativo nostalgico di proporre quei “due film al prezzo di uno” delle sale grindhouse, che negli Stati Uniti sono stati proiettati consecutivamente (con l’inserimento di 4 trailer) secondo il progetto di Rodriguez e Tarantino. Una vera chicca cinematografica. Due pellicole “grinded out”, ovvero macinate nei proiettori con irruenza e senza scrupoli, come si faceva all’epoca delle sale grindhouse. Leggi anche: Grindhouse - Planet Terror: .. non resta che sparare! di Riccardo Rudi |

Regia: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Interpreti: Kurt Russell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Rose McGowan, Tracie Thoms, Zoe Bell, Rosario Dawson, Mary Elizabeth Winstead, Quentin Tarantino, Marley Shelton, Michael Bacall, Michael Parks, Eli Roth, Monica Staggs, Marta Mendoza, Kelley Robins
Fotografia: Quentin Tarantino
Musiche: Robert Rodriguez
Produzione: Dimension Films, The Weinstein Company, Troublemaker Studios, A Band Apart
Distribuzione: Medusa Film
USA 2007
Jungle Julia, la ragazza più sensuale di Austin, in Texas, torna tardi ogni notte insieme alle sue due migliori amiche, Shanna ed Arlene. Le tre ragazze, tutte molto carine, si divertono a passare le serate tra due locali di Austin, il "Guero's" e il "Texas Chili Parlor", dove attirano gli sguardi indiscreti degli avventori. Tra i tanti camionisti e motociclisti presenti al locale c'è Stuntman Mike, un killer misogino psicopatico schizofrenico, il cui volto è solcato da una strana e spaventosa cicatrice, che si diverte a uccidere le ragazze a bordo di una truccatissima vettura. Una sera, Mike prende di mira le ragazze - a loro insaputa - le seduce, e le conduce verso la sua arma, posteggiata vicino il Guero's.
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