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Sunset Boulevard: quando il cinema parla di sé…della sua “Histoire(S)”.


20.03.2010 - Simone Artibani

“Lo dicevo, che nel cinema c'è qualcosa che non va. È finito, distrutto. Un tempo, col nostro mestiere, gli occhi di tutto il mondo erano stregati da noi. Ma non era sufficiente per loro, oh no!, dovevano impadronirsi anche degli orecchi. Allora aprirono le loro bocche bestiali e vomitarono parole, parole, parole...” Norma Desmond Viale del tramonto (Sunset Boulevard) è un film vestito d’un elegante bianco e nero che ci racconta, con sapiente maestria e attraverso un calibratissimo taglio drammatico, il momento in cui il nostro gigante ha pronunciato le sue prime parole (che poi non ha più smesso di tirar fuori). Un evento, questo, di mastodontica importanza, che porta con sé il declino, la pazzia, l'emarginazione e la solitudine delle stelle del cinema muto(prima semidei ora icone dimenticate).

Il film racconta l'evoluzione tecnica dei moduli narrativi e dello stile recitativo, del quale molte Star sono state vittime. E' un'evoluzione troppo veloce e netta: per questo ha lasciato indietro, e successivamente smarrito, figure molto importanti del mio bagaglio cinematografico. Billy Wilder costruisce la storia intorno a un giovane e squattrinato sceneggiatore di nome Joe Gillis (William Holden)che, in fuga dai creditori, si rifugia in una sontuosa villa in stile Moresco-Californiano di proprietà di una ex diva del muto: Norma Desmond (Gloria Swanson). Norma vive in casa con Max Von Mayerling, suo ex marito e regista, ora maggiordomo (interpretato da Erich Von Stroheim davvero ex marito e regista che nel 1928 la diresse in Queen Kelly . La diva, innamoratasi del giovane, decide di ospitarlo per tutta la durata della stesura della sceneggiatura che la riporterà all’agognato successo (cosa che Joe le lascia credere).

Durante la permanenza il giovane sarà costretto ad assistere a proiezioni cinematografiche private di vecchie pellicole da lei interpretate (non a caso vediamo una sequenza di Queen Kelly) e a soporifere e nauseanti partite a carte con altri ex divi dello star system. Con piacere notiamo, ma solo per poco, un invecchiato e ancora monoespressivo Buster Keaton che, di turno, invece di giocare la sua carta, pronuncia la parola ”Passo”(la prima in tutta la sua carriera). Essa ha un profondo significato, è un inginocchiarsi al sonoro, un sottile rassegnarsi all’impossibilità di riuscire a salire su quel treno pieno di parole che è il futuro. Il sonoro è la sua pessima mano nel meraviglioso gioco del cinema!!! Sunset Boulevard è un film che parla del cinema e delle sue origini, di quel primo e silenzioso divismo Hollywoodiano.

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