30.08.2008 - Dario Parascandolo
Un documentario che rischia di scivolar via senza troppi dolori, nonostante il regista israeliano Avi Mograbi abbia sperimentato riusciti accorgimenti registici. Da sempre attento e sensibile alle violenze e agli orrori del conflitto israelo-palestinese, Mograbi registra a più riprese e in luoghi diversi il racconto di un ex militare delle forze speciali israeliane, colpevole di aver assassinato a bruciapelo due poliziotti palestinesi, rievocando tutti gli attimi salienti del massacro ed enfatizzandone i momenti di maggiore tensione psicologica. A far da contraltare al drammatico racconto, il regista “intona” le sue confessioni sulla musica eseguita da un'orchestra da camera all'interno del suo studio; confessioni di un artista alle prese con un'opera che va oltre il comune senso etico, mantenendo l'anonimato e nascondendo con trucchi digitali il volto di un soldato che ha compiuto un atroce crimine di guerra. Confessioni cantate su arie da musical in un spartano salotto d'appartamento. E siamo alla prima trovata registica. Inoltre, i volti del soldato e della fidanzata non sono mai mostrati, ma volutamente offuscati, lasciando però intravedere il muoversi nervoso delle pupille. Talvolta le reali sembianze sono “rivestite” da una “maschera” digitale, creando suggestivi effetti di sovrapposizione causati dalle mani del ragazzo che accendono nervosamente interminabili sigarette. Nonostante le buone intenzioni, il risultato finale risente di una certa lentezza nella progressione del racconto, complice la stucchevole interazione della coppia, da cui non traspare spontaneità. Sia nell'ammissione delle proprie colpe da parte del ragazzo, sia nel forzato perdono della fidanzata. |

Regia: Avi Mograbi
Sceneggiatura: Avi Mograbi e Noam Enbar
Fotografia: Philip Blaish
Musiche: Noam Enbar
Effetti speciali: Avi Mussel, Eran Feller, Issy Dekel
Produzione: Les Films d'Ici, con Noga Communications, Avance sur recettes, CNC
Israele/Francia 2008
90'
Una tragedia-documentario musicale. Un ex soldato israeliano che ha preso parte a un'operazione di rappresaglia in cui sono stati uccisi due poliziotti giapponesi, chiede perdono per ciò che ha fatto. Il soldato si offre di testimoniare davanti alla telecamera, anche se a volto coperto, mentre il regista si interroga sulla propria condotta politica e artistica.
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