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La donna del ritratto - Tra immagine e rappresentazione del sogno


06.04.2010 - Francesca Fiorini Lara

 Questo film, del 1944 di Fritz Lang, tinto da note noire, psicologiche, racconta in sintesi la storia di un normale professore universitario, (impersonato da Edward G. Robison), che folgorato dall’immagine di una donna in un quadro esposto in una galleria, subisce delle peripezie che, lo vedono coinvolto in un fantomatico omicidio.

Dopo aver conosciuto l’ irreale modella (Joan Bennett) rappresentata nel quadro, la vicenda degenera, fino a trascinare il nostro professore, suo malgrado, a commettere dei sotterfugi roccamboleschi che lo travolgeranno, nel tentativo di evitare lo scandalo e proteggere la sua reputazione. Il film, in perfetto bianco e nero, con un linguaggio corretto e in stile per quel periodo, rimane forse una delle opere maggiormente divise tra il “giallo” e il “fantastico.

Il lavoro regge, teso, ad ogni battuta, lasciando in sospeso lo spettatore. Paragonato ad un film recente, il soggetto ha molto del genere fantastico, e rimane in bilico tra questo doppio filone noire-sogno, teso a creare quelle atmosfere di cui Fritz Lang e’ conoscitore e creatore. La pellicola anche se ben diretta rimane forse un po’ troppo rigida per le nuove generazioni, forse troppo educata o “old style.

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