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Sogni e debolezze umane attraverso lo specchio in Parnassus


08.04.2010 - Giordana Guerriero

 La parola sogno riconduce subito ad uno stato inconscio e inconsapevole della mente umana che produce una successione di rielaborazioni della realtà conseguendo spesso risultati incongrui e incomprensibili. Ma con sogno spesso ci riferiamo anche alla proiezione delle ambizioni e dei desideri individuali, i quali prima o poi si  scontrano inevitabilmente con la realtà, con la vita e con le scelte.L’uomo è per sua stessa natura debole e incoerente; è incapace di avere una visione lungimirante della vita, perciò è da definirsi in qualche modo cieco.

Della cecità dell’uomo di fronte ai propri sogni si è interessato Terry Gilliam nella sua ultima fatica: “Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo”.

Il dottor Parnassus è un uomo cui il diavolo donò l’immortalità secoli fa e con il quale si diletta a fare scommesse sull’animo umano. Ogni uomo che oltrepassa lo specchio di Parnassus si ritrova catapultato nella massima espressione dei suoi desideri, inesorabilmente però dovrà affrontare il proverbiale bivio fra la retta via e quella sbagliata.Che cos’è un sogno se non una grande prova della nostra immaginazione?Che cos’è l’immaginazione se non uno strano specchio che attraversiamo sul carro di Parnassus?

Attraverso le fantasiose note dei viaggi attraverso lo specchio, Terry Gilliam ci racconta se stesso e la sua potente visione dell’uomo, sempre combattuto fra realtà e fantasia, fra sogno e incubo, giusto e sbagliato, in un intrigante e altalenante miracolo, la vita, filtrata dal più grande mistero dell’uomo: la sua mente.

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