07.04.2010 - Andrea Zanacchi Si è ormai sedimentata nell’immaginario collettivo, l’idea che vuole il sogno come lingua di un io profondo che comunica attraverso segni e simboli. A questo proposito, l’arte trova nel sogno un baule delle sorprese in cui affondare le mani e trarre ispirazione, pensiamo a Chagall o all’opera del visionario Blake per giungere, infine, al sommo poeta ed al suo viaggio nell’aldilà. Ma cosa accade quando il mondo onirico incontra il cinema? Nel cinema possiamo avere una semplificazione della comprensione di tale linguaggio grazie alla chiarezza dell’immagine parlante, che inserisce simboli e segni in un contesto ben preciso, delineandone ruoli e azioni, lasciandoli, altrimenti, alla loro funzione di puro corredo che necessita interpretazione; o possiamo avere un aggravarsi della situazione, in cui il fruitore, trovandosi al cospetto di un sogno in pellicola, potrà sentirsi destabilizzato, da salti temporali, luoghi immaginari, oggetti misteriosi, personaggi inseriti senza un motivo preciso. Ma il sogno può diventare parte integrante della realtà? Direi di si, e ciò che stupisce In un film come, L'uomo dei sogni è la semplicità nel far si che il sogno, materializzato nella forma di vecchie stelle del baseball , prenda vita e si integri in maniera del tutto naturale alla vita reale, niente bui in cui l'occhio della macchina da presa si smarrisce, o immagini sfuocate. Nel film di Robinson il mondo onirico è motivo di riscatto per gli errori del passato, è una critica al reale e al materialismo. La realtà non è fatta semplicemente da ciò che possiamo vedere e toccare tutti, basta abbandonarsi per un istante, lasciare tutte quelle strutture che il codice di comportamento ci ha imposto e guardare con gli occhi di un bambino (vedi sequenza finale) finalmente si avrà la prova di un'altra realtà e a noi non resterà che pronunciare semplicemente quella frase magica: sogno o son desto? |

Medio agricoltore, trentaseienne, Ray Kinsella vive con la moglie Annie e la piccola Karin in una graziosa fattoria immersa nel mais. Da molto tempo ha perduto il padre (morto alla sua età attuale e amantissimo del base-ball), con il quale era già in rotta. Un giorno Ray sente chiaramente una voce misteriosa ripetergli la frase "se lo costruisci, lui tornerà". La voce si fa ancora sentire e Ray vende una buona parte della terra e si indebita con la banca pur di costruire un magnifico campo da gioco, rosso, tra il verde del granoturco ancora acerbo. Annie crede che il marito abbia delle curiose visioni (tra l'altro a caro prezzo), finchè una sera nel campo illuminato si vede un uomo in tenuta da giocatore e Ray riconosce subito in lui un battitore celebre: Joe Jackson detto "Shoeless" (lo Scalzo).
Sceneggiatura: Phil Alden Robinson
Interpreti: Kevin Costner, Amy Madigan, Gaby Hoffmann, Ray Liotta, Timothy Busfield, James Earl Jones, Burt Lancaster, Frank Whaley, Dwier Brown, Fern Persons, Kelly Coffield, James Andelin
Fotografia: John Lindley
Musiche: James Horner
Produzione: Gordon Company
Distribuzione: Penta distribuzione
USA 1989
106 Min
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