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The Burning Plain


30.08.2008 - Andrea Pirrello

Personaggi distanti nel tempo e nello spazio sono misteriosamente legati tra loro da una serie di circostanze ed eventi. Le ferite non si rimarginano. Le cicatrici servono a ricordare chi sei e cosa hai fatto. Il film di Gulliermo Arriaga replica, nella sceneggiatura e nel montaggio, le dinamiche dei suoi lavori precedenti (di sceneggiatura e di regia), ma questa volta il meccanismo è più raffinato e forte.
La struttura narrativa non fa soltanto da impalcatura ma rappresenta, per il modo in cui interagiscono diversi piani temporali, la maniera in cui il personaggio principale convive con i suoi dolori. Al centro della storia, due donne (Charlize Theron e Kim Basinger), entrambe costrette a convivere con il peso dei propri segreti e delle proprie colpe. È il senso di colpa, retaggio culturale cattolico, il sentimento che pervade tutto il film. Non si tratta di un'ossessione della protagonista (Sylvia) interpretata dalla Theron, ma di un peso da cui, pur scappando non riesce a fuggire.
La macchina da presa segue i personaggi con discrezione, lasciando ai gesti e ai silenzi il racconto. Personaggi da scoprire inquadratura dopo inquadratura, lasciandosi condurre dallo sguardo del regista. Arriaga si dimostra ancora una volta un abile narratore, anche in veste di regista e con una produzione americana di alto livello.
Kim Basinger, poco presente sul grande schermo negli ultimi anni, dimostra di essere ancora in forma, affascinante, e dona al proprio personaggio una forte carica emotiva. Un ruolo interpretato con passione. Forse il primo film da consigliare dopo quattro giorni di Festival.

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