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4-4-2- Il gioco pių bello del mondo: quando il calcio racconta la vita


22.04.2010 - Raffaella Russi

 “4-4-2- Il gioco più bello del mondo” è un film ad episodi del 2006 che racconta in modo anche molto rappresentativo uno spaccato della realtà italiana. La pellicola racconta infatti non solo il calcio come sport ma anche l’importanza che quest’attività riveste nella vita di molte persone. Dal ragazzo disadattato la cui unica speranza è sfondare nel mondo del calcio (con il nazional-popolare Nino D’Angelo che addirittura interpreta “il salvatore”, colui che cerca di salvare un ragazzino da una vita disagiata nella periferia di Napoli) all’imbroglio per portare la propria squadra alla salvezza, il film presenta una sceneggiatura molto vivace, che dà all’opera molto ritmo, consentendo di seguirlo con facilità e senza annoiarsi.

Il film rende giustizia allo sport che è in grado di suscitare l’ira di molte persone, di accendere gli animi (e si spera che ci si limiti a quello e non si proceda all’accensione delle macchine o dei cassonetti…) degli italiani, anche se racconta il calcio minore, quello lontano dai riflettori, dalle pagine dei gossip e dal giro di denaro che ruota intorno alla serie maggiore. Quattro anni e non li dimostra, per l’attualità che il lungometraggio narra, il film collettivo ha un ottimo cast (da Valerio Mastandrea a Francesca Inaudi ad Alba Rohrwacher) ed è prodotto da Paolo Virzì. La durata è di 120 minuti anche se visto l’argomento trattato e i recenti episodi di attualità potrebbero fornire materiale utile alla “causa” del film. Inoltre la leggerezza e la simpatia della pellicola rende piacevole la sua visione, anche a chi, di calcio proprio non vorrebbe sentirne parlare senza addormentarsi o annoiarsi.

 

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