20.04.2010 - Valeria La Rocca Prendete tutti gli stereotipi della cultura italiana, incarnateli nelle macchiette della migliore commedia nostrana e incorniciate il tutto con uno degli sport maggiormente riconosciuti ed amati: il calcio! Questi sono gli elementi chiave di un film in cui lo sport, che muove la storia e che è la ragione apparente dei circa 90 minuti che, si snodano sullo schermo costringendo lo spettatore a sorridere, perlomeno sotto i baffi, è solo un pretesto per dar vita alle grottesche vicende umane che girano intorno al campione brasiliano Paulo Roberto Cotequinho (una biondissima e ricciola versione “vitaliana” di Nick Luciani dei cugini di campagna), neo-giocatore del Napoli, grande centravanti e cannoniere, incapace però ora di segnare a causa della “saudade” per la sua terra e la sua donna. Ricongiunto Cotequinho con il suo “amorinho”, Lucelia, e scoperta la sua strabiliante somiglianza con un addetto alla manutenzione degli scarichi dell’albergo in cui risiede, Alvaro Cotechino, capace peraltro di pescare vongole e aragoste dal wc, l’allenatore del Napoli lo obbliga a un duro ritiro di preparazione alla sfida del secolo: Napoli-Inter! L’esaltazione dei tifosi è alle stelle, Cotequinho migliora a vista d’occhio le sue prestazioni, ritemprato dalla vigorosa visione delle fluide rotondità della bella fidanzata, peccato che una vecchia Contessa paralitica (Franca Valeri) ci metta lo zampino e, aiutata dal suo fido ed enorme Mandingo, fa di tutto per mettere fuori gioco il famoso cannoniere del Napoli, avendo infatti scommesso la sua fabbrichetta di cemento e un bel gruzzolo sulla vittoria dell’Inter. Ecco che l’intreccio, semplice ma alquanto rocambolesco e colorato per una commediola del Pierino nazionale, si ingarbuglia e si attorciglia proprio intorno ai due protagonisti-gemelli: il Cotequinho brasiliano e quell’altro Cotechino, quello italiano. E così, tra le insidie di un presunto Casanova Misterioso, le indagini dello Zio Mario e i suoi tentativi di estorsione verso Contessa Dinasty, le macumbe della bella Lucelia, di cui cadrà vittima ignara il malcapitato Alvaro, le iettature del Principe Tancredi e il rapimento da parte di una banda di pecorai sardi del super-campionissimo Cotequinho, si arriva finalmente al giorno del grande incontro. Napoli e Inter in campo, il vero Cotequinho rapito e il suo sosia Cotechino inaspettatamente in campo. Finale a sorpesa, ma non troppo, con il riscatto di Cotechino, scopertosi a tutti gli effetti versatile ed eclettico “centravanti di sfodamento”. |

Paolo Roberto Cotechiño è un calciatore del Napoli che non brilla in campionato a causa della saudade; la società partenopea decide di fare arrivare la bella fidanzata dal Brasile e di affiancargli un sosia, un idraulico/detective strambo, per tutelarlo dall'ira dei tifosi e per evitare che altri uomini insidino la bella. Si avvicina la partita Napoli-Inter ed una contessa sulla sedia a rotelle scommette un capitale sui nerazzurri. Per aumentare le probabilità di vittoria, cerca prima di insidiare la fidanzata del carioca tramite Mandingo, il suo maggiordomo, poi di uccidere il calciatore, ma i rischi li corre il sosia.
Regia: Nando Cicero
Sceneggiatura: Francesco Malizia, Nando Cicero
Interpreti: Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Carmen Russo, Franca Valeri, Bobby Rhodes, Cristiano Censi, Vittorio Marsiglia
Fotografia: Federico Zanni
Montaggio: Alberto Moriani
Musiche: Ubaldo Continiello
Italia
1983
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