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L’energia del Funk/Rock: CIRCLE


22.06.2010 - Michele Annese

Il ritmo, il groove suggeriscono movimento, non c’è niente da fare. I Circle, sono uno dei tanti gruppi emergenti italiani, che non trovano abbastanza spazio per lanciare i loro messaggi e per far ascoltare la loro musica. Passando sul loro Myspace, dove è anche possibile scaricare gratis la loro musica, mi sono trovato ad ascoltare tracce molto interessanti. Il loro genere è un Funk/Rock “aggressivo” e i ragazzi non scherzano con gli strumenti: il basso elettrizzante è accompagnato da una ritmica sostenuta di batteria, il tutto condito da una voce coinvolgente. Dalla loro biografia si legge che hanno avuto anche il piacere di esibirsi insieme ai Malfunk di Marco Cocci, e la cosa stupisce se si pensa che non c’è stato nessun intermediario tra i due gruppi ma un contatto diretto fra le due bands. Le proposte dei Circle sono molto interessanti, un genere nuovo in Italia, cantato in italiano; i brani rappresentano una di quelle eccezioni al pop neomelodico che vale la pena di ascoltare e valorizzare.

1) Come nascono i Circle, dall’idea di chi e perché?

I Circle nascono, fondamentalmente, dalla voglia di esprimersi e dalla voglia di evadere dalla realtà del paese che ci stava molto stretta. Nessuno di noi suonava, ma tutti avevamo il desiderio di farlo. Chiudendoci in cantina e buttando giù le prime note, ci allontanavamo da tutto e da tutti. Poi con il tempo i risultati sono arrivati e il consolidarsi dei nostri rapporti ci ha portati fino ad oggi.

2) Vi siete ispirati a qualcuno, a qualche gruppo preesistente?

Non abbiamo seguito nessun modello in particolare, come tutti i gruppi abbiamo iniziato suonando le cover più scontate, poi, naturalmente, i nostri gusti musicali si sono differenziati e così, ognuno di noi ha portato il proprio contributo nella costruzione dei brani. Ci sono delle formazioni che ci appassionano e ci accomunano, i Rage against the machine, gli Incubus ma comunque viaggiamo su frequenze differenti.

3) Come definireste la vostra musica, insomma cosa suonate?

Il nostro genere è Funk/Rock. Siamo convinti che la musica sia figlia del groove; nelle nostre canzoni cerchiamo di mettere quanta più energia possibile. Questo si nota molto nei nostri brani, ma soprattutto durante le serate live. Puntiamo molto sull’aspetto ritmico delle nostre canzoni, perché sappiamo quanto sia importante nel nostro genere trasmettere energia, e poi vedere il pubblico che non riesce a non muovere la testa o a scatenarsi è una delle sensazioni più belle.

4) Cosa ne pensate dell’attuale panorama musicale italiano?

L’Italia è una nazione ricchissima di talenti, di grandi promesse musicali, lo è sempre stata e sempre lo sarà. Il problema fondamentale è che non c’è abbastanza diffusione da parte dei media. Il Music Control ormai ha standardizzato tutto, la musica è diventato l’ennesimo oggetto da vendere al migliore offerente. L’unica speranza per gli artisti, che non si abbandonano a questi schemi di mercato, è quella del panorama indipendente. La musica ormai non passa più nemmeno alla radio, dove si accalcano milioni di pubblicità, i dischi hanno costi spropositati, ed è sempre più difficile trovare nuove proposte. L’unica soluzione è quella di spegnere la TV, la radio, accendere il computer o infilarsi nei locali dove si suona musica live.

5) Come fa un gruppo giovane ed emergente come il vostro ad imporsi in questo quadro? Vi danno la possibilità di esibirvi?

Devo essere sincero? NO! Le possibilità non le offre nessuno. Non funziona più come nei telefilm, dove il talent scout decide di prendere sotto braccio un gruppo e lanciarlo sul mercato a suo rischio e pericolo. Non rischia più nessuno. Nel panorama di oggi se hai soldi da investire e da versare nelle tasche di agenzie, vai avanti, altrimenti resti a casa. Le soluzioni sono poche, è ovvio che in questo ambiente non vige la meritocrazia, quindi l’unico modo che i gruppi emergenti hanno di imporsi è quello di pagare, oppure aspettare la così detta “botta di fortuna”. E’ brutto chiamarla mafia, ma purtroppo di questo si tratta, è una mafia legalizzata, che parte dalle agenzie e arriva ai gestori dei locali, che fanno suonare solamente i gruppi che hanno pubblico, senza preoccuparsi minimamente di cosa offrono. Un gruppo emergente deve sperare di avere conoscenze importanti, altrimenti ha poche possibilità.

6) Quali sono i vostri progetti per il futuro? Dove possiamo seguire i vostri lavori?

Abbiamo registrato in studio nel 2009 un demo di 4 pezzi, scaricabile gratuitamente dalla rete dal nostro myspace. Ora abbiamo nuove tracce, con la speranza di riuscire ad esibirci sempre di più, che è la cosa che più ci interessa, quindi stiamo cercando di trovare qualche “padrino” che possa infilarci nelle serate di qualche locale di Roma (scherzo ovviamente! O forse no!). Comunque sul nostro myspace (www.myspace.com/circleroom) o anche su facebook, è possibile seguire tutti i nostri aggiornamenti e anche mettersi in contatto con noi per qualsiasi informazione.

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