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Basilicata coast to coast


16.05.2010 - Michele Annese

Se si pensa al Coast to coast il pensiero viaggia lontano e si profilano nella mente stelle e strisce, spiagge ricolme di bionde siliconate e chirurgicamente perfette, windsurf e tante, tante, tante miglia. Il sinonimo forse più calzante è viaggio da sogno. Allora mi chiedo, può assumere gli stessi contorni attraversare, da una costa all’altra, dal mar Tirreno al mar Ionio, la Basilicata? Secondo Rocco Papaleo la risposta è sì! E per tutti coloro che andranno a vedere al cinema, o vedranno comodamente seduti in poltrona, il suo primo lavoro da regista, dovranno convenire con lui che è esattamente così, può essere un viaggio, una epopea, altrettanto entusiasmante. Semplice, senza pretese e assolutamente vincente.

La vera forza del film sta nei suoi personaggi, assolutamente disegnati addosso agli interpreti. Pur non essendo un grande estimatore sia di Alessandro Gassman che di Giovanna Mezzogiorno, ho dovuto rassegnarmi ad una perfetta interpretazione di entrambi e bisogna ammettere che i personaggi sono resi in modo assolutamente impeccabile. Tuttavia la vera e propria ciliegina sulla torta è Franco Cardillo, ovvero l’esordio alla recitazione di Max Gazzè, che senza profferir parola per tutto il film, riesce ad essere molto più espressivo e funzionante del miglior Scamarcio di sempre. Il riferimento non è casuale. Non ho particolari motivi per deplorare le capacità recitative del giovane attore di Andria, me la prendo, piuttosto, con tutto il filone cinematografico che rappresenta e che con questa pellicola può essere smascherato della sua inconsistenza.

                   

Senza pretese di dover strafare, direbbe De Andrè, il regista lucano dimostra come, con pochi soldi e belle idee, si può ridare verve al cinema italiano, appassionando il pubblico che si diverte mentre si chiede cosa stia accadendo e perché, che è un po’ quello che noi tutti facciamo guardando un bel film. Non posso fare altro che augurarmi che questa non sia la prima ed ultima volta per il buon Rocco, ma che, adesso che sappiamo che la Basilicata esiste (è lo stesso Dio a confidarcelo) si possa continuare ad apprezzarne le bellezze paesaggistiche attraverso del buon cinema.

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