30.08.2008 - Marco Boccia Alla fine gli applausi ci sono sembrati troppi, alquanto eccessivi. Jay di Francis Xavier Pasion, regista filippino al suo primo lavoro cinematografico lascia un pò interdetti, storditi da un eccesso di inutilità. L’idea alla base della pellicola è buona ma complessa e non sempre, Pasion, riesce a districarsi tra i due piani del suo lavoro. Finzione e realtà filmica si intrecciano cercando di documentare la morbosità con cui la televisione( beh, sì, anche quella filippina) cerca e costruisce l’evento da mandare in onda, manipolando fino al parossismo le situazioni della quotidianità. Ci si trova davanti a un lutto familiare, la morte di un figlio gay, una morte che sarà manipolata da una televisione per lo share, manipolazione resa possibile dalla stessa famiglia del defunto, ammaliata dalla telecamera, dalla possibilità di apparire. Una voglia di apparire che mette da parte il dolore per una scomparsa tragica e inaspettata. Passion mette sullo schermo una mancanza di sentimenti davvero sconcertante, fin troppo cinica, ma sarà vero che i filippini barattano così facilmente i propri sentimenti per un pò di luce riflessa? Il problema sta nel fatto che l’autore non ha la verve registica giusta per gestire il tutto, non si capisce perché tutti debbano essere forzatamente gay, quasi che nelle Filippine non ci siano altre possibili identità sessuali. Il montaggio, che alterna situazioni di finzione filmica a situazioni di finzione, è eccessivo, arrivando a creare una sorta di scoramento nel mal capitato spettatore catapultato, senza motivo, dalla sedia di casa alla poltrona della sala. Tutto poco credibile tanto che ad ogni dissolvenza in nero la speranza è che la proiezione stia per finire, e invece ci si rende conto che c’è ancora un po’ da aspettare. E allora non resta che aspettare il colpo di scena, ma ahimè, non arriva mai. |

Regia: Francis X. Pasion
Sceneggiatura: Francis X. Pasion
Fotografia: Carlo Mendoza
Interpreti: Baron Geisler, Flor Valanga, Coco Martin, Angelica Rivera, Carlo Mendoza, Jc Santos
Filippine 2008
96'
Jay, un insegnante gay, viene brutalmente ucciso. Ancora prima che la famiglia ne venga a conoscenza, Jay omonimo della vittima, piomba in casa con una troupe per documentare il dolore della famiglia. Il tutto in funzione della vendibilità televisiva, perché verità è tutto ciò che funziona in televisione.
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