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Il coraggio di diventare donna - Io Ballo da Sola


24.05.2010 - Chiara Ciociola

Occhi verdi, dolci, temerari, attivi, audaci, che necessitano di specchiarsi in altri per riconoscere sé stessi: sono gli occhi di Lucy (Liv Tyler).
Giovane, bella, intraprendente, alla ricerca del rischio, decisa ad ottenere ciò che vuole, senza pretenderlo, aspettando che siano gli altri a donarglielo, innamorandosi ogni giorno di più della sua esistenza, assaporando ogni attimo di una nuova esperienza, imparando a considerarsi speciale, unica, preziosa, diversa. La sua storia è la storia di un viaggio e, naturalmente, non si tratta solo di uno spostamento fisico, ma di una ricerca all’interno di sé stessa, liberandosi da quegli scheletri che ogni essere custodisce nei suoi antri bui, aprendo il cassetto dei suoi sogni, lasciando che il vento le accarezzi i capelli scomposti. La sua persona sprigiona allegria, dolcezza, voglia di vita e perciò conquista i cuori di tutti gli abitanti della villa in Toscana.

Gli altri personaggi la guardano con ammirazione, magari invidiano la sua libertà, l’ingenuità che i suoi occhi non possono fare a meno di esprimere. Quale donna non vorrebbe essere come la Lucy che ci appare in questo film? Quale ragazza, magari coetanea della protagonista, avvolta dall’aria viziata della quotidianità, non vorrebbe intraprendere lo stesso tipo d’esperienza con un punto d’arrivo che non è altro che la sua essenza? Chi, guardando il film, non si sente crescere quella adrenalina addosso che caratterizza l’attimo prima di sorridere? Forse il messaggio racchiuso dietro questo personaggio, ciò che Bertolucci cerca di far trapelare, è un insegnamento per noi altri, incapaci di apprezzare tutto quello che la vita ci offre, che non vediamo tutto ciò che ci circonda, ma solo ciò che ci conviene vedere, che puntiamo al successo e perdiamo di vista le cose per cui vale la pena vivere, per noi che scegliamo sempre la strada più facilmente percorribile e, poi, durante il percorso ci vantiamo anche di averla affrontata, noi che non ci emozioniamo più davanti a un tramonto, perché troppo indaffarati, con un cellulare che squilla in tasca, inevitabilmente incastrati in qualche sistema.

In questo turbinio senza uscita la giovane Lucy si pone come un arcobaleno dopo la pioggia. Seguire il suo esempio è difficilissimo: occorre, infatti, essere coraggiosi, e il coraggio è una rara qualità.

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