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PAUL NEWMAN - Bello e non Dannato


15.06.2010 - Grazia Guarnieri

Paul Newman diventa celebre nel 1956 con il film Lassù Qualcuno mi Ama, in cui interpreta il pugile Rocky Graziano, che vinse il titolo mondiale pesi medi nel 1947 dopo anni difficoltosi. La fama si consolida grazie ad altri personaggi complessi e tormentati. Ben Quick, ad esempio,  vagabondo accusato di piromania in La lunga estate calda, o Brick Pollitt, alcolizzato e depresso in La Gatta sul Tetto che Scotta.

Languidi occhi azzurri, bei lineamenti e recitazione intensa: sono questi gli ingredienti che trasformano Newman in un sex symbol adorato dalle donne, atipico e lontanissimo dai cliché hollywoodiani. Riservato, avverso agli scandali e attento alla privacy familiare: rimane sposato con Joanne Woodward dal 1958 fino alla morte nel 2008, un record per Hollywood. Non sperpera soldi, anzi, li investe in imprese commerciali di successo: scuderie di auto da corsa e aziende agricole. Gestisce enti no profit e riceve premi per i suoi impegni umanitari. In lui non c’è confusione tra vita e arte, tra interpretazioni su grande schermo e gestione dell’immagine pubblica. È stato capace di lasciare malattie, problemi e perversioni incollati addosso ai suoi personaggi, senza farsene influenzare.  Tormentato sul grande schermo, uomo di successo sul red carpet. 

Ammirato per la bellezza, la bravura, la capacità di tenere i piedi per terra e di non farsi trascinare negli eccessi da star system.  Seguito anche dal pubblico maschile, che lo stima per il suo successo ma non lo considera un rivale “pericoloso”. Non è un divo promiscuo e inquieto, non ruba le donne altrui. Con lui si sta tranquilli. Al massimo è un esempio da invidiare e imitare, visto che sembra trasformare in oro tutto ciò che tocca.

Bello, ma non dannato, insomma. Non ha bisogno di dar da mangiare alle riviste di gossip per far parlare di sé: gli basta lavorare, nel cinema o altrove. Rimane per 40 anni nell’industria cinematografica, come attore, regista e produttore, facendo sempre bella figura e cambiando spesso generi. Passa dal giallo di Hitchcock  (Il Sipario Strappato) al duetto con Robert Redford, vecchio amico all’Actor’s Studio (La Stangata; Butch Cassidy). L’ultimo personaggio è il mafioso John Rooney in Era mio Padre di Sam Mendes. Una parte ingrata, difficile, un’interpretazione splendida. Il luccichio degli splendidi occhi azzurri che si fa duro e terribile.

Negli ultimi anni di vita si allontana fisicamente da Hollywood, andando a risiedere nel Connecticut con la famiglia. Lì muore il 26 settembre del 2008. 

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