articolo

CLINT EASTWOOD - Il californiano dagli Occhi di Ghiaccio


14.06.2010 - Riccardo Rudi

Espressione Fredda, viso marmoreo e scolpito nella pietra, sguardo imperscrutabile e tagliente, e gli occhi di ghiaccio che sembrano parlare una storia difficile: è Clint Eastwood, icona del cinema Western e di una Hollywood piena di carisma e di fascino, di un America affascinante e polverosa.

Nato a San Francisco nel 1930, dopo gli studi di economia si è arruolato nell’esercito e durante la guerra di Corea ebbe un pericoloso incidente in cui rischiò la vita. Dopo quell’evento lasciò la carriera militare e tra un lavoro e un altro fece un provino per l’Universal all’età di 24 anni.
Esordì nella carriera cinematografica negli anni ‘50 in horror b-movie, ma Sergio Leone fu il primo regista a scoprire le vere potenzialità espressive dell’attore, portandolo alla gloria e facendolo diventare il cowboy dal poncho più famoso della storia del cinema:  nella trilogia del dollaro (Per un Pugno di Dollari, Per Qualche Dollaro in Più e Il Buono, il Brutto e il Cattivo) Clint viene consacrato a icona del selvaggio west impersonando un personaggio che ha cambiato volto a questo filone cinematografico. Ma non fu solo l’Uomo senza nome a dargli il suo meritato successo: in un contesto totalmente diverso, quello dispersivo e caotico della metropoli, impersonifica Harry Callaghan in Ispettore Callaghan: il Caso Scorpio è Tuo, del 1971. La serie del famoso ispettore vanta di ben 4 titoli, tra cui il terzo diretto proprio da Clint Eastwood; ma il suo esordio dietro la macchina da presa risale agli anni 70, con il documentario The Beguiled, e in seguito con Brivido della notte, Lo straniero senza nome e Il texano dagli occhi di ghiaccio. Ovviamente la sua carriera d’attore rimane una costante nella sua vita, interpretando ruoli principali nei suoi stessi film.

Tra i registi che hanno reso grande il suo nome ricordiamo Don Siegel, con il suo primo Ispettore Callaghan, e Sturges che trasformò Clint Eastwood in Joe Kidd. Tutte le sue interpretazioni sono rimaste nel mito, insuperabile nelle sue interpretazioni del “macho” silente, contraddistinto sempre da un’eleganza senza pari.
Durante gli anni ’90 però venne pericolosamente adombrato sia come attore che come regista. Ma quegli anni furono anche de Gli Spietati, il suo capolavoro western che gli fa vincere l’Oscar come miglior regia e film. La scelta di intraprendere la carriera del regista lo porta a un successo dietro l’altro, tra cui Un mondo perfetto e I ponti di Madison County, sino ad arrivare agli anni 2000 in cui sforna una serie di film sempre più belli e attuali, non perdendosi in nostalgici virtuosismi stilistici, creando storie commoventi e crude nella loro nitida immagine: Mystic River e Million Dollar Baby diventano la punta di diamante della sua carriera. Ma le sue capacità non si esauriscono, e con Gran Torino sfoggia tutta la sua esperienza, sia d’attore (interpretando un uomo alla fine dei suoi giorni, reduce di un passato da dimenticare), sia come regista. Conserva quel fascino e quella freddezza che pochissimi attori della Hollywood contemporanea possono vantare. 

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo